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Economia Aziendale 2. Quadro dinsieme Prof. Romano Boni 2.1. Levoluzione della economia mondiale Prof. Romano Boni Tipi di societ economiche la societ agricola

la societ industriale la societ post-industriale o dei servizi la societ finanziaria R. Boni Lez. 2.1 - 3 La societ industriale Dove iniziata? Quando? R. Boni Lez. 2.1 - 4 La societ industriale la produzione di massa Il taylorismo

lorganizzazione fordista del lavoro le grandi fabbriche e limpatto sociale R. Boni Lez. 2.1 - 5 Il Taylorismo Frederick Taylor Filadelfia 1911 Tecnica di progettazione Smembramento di operazioni complesse in operazioni elementari Definizione del modo migliore per eseguirle Selezione e addestramento del personale

R. Boni Lez. 2.1 - 6 Il modello fordista Adam Smith - La ricchezza delle nazioni 1776 (produzione spilli) Henry Ford - 1913 - Fabbrica di automobili (Ford T nera) Ufficio tempi e metodi programma e organizza il lavoro Operaio non deve pensare, ma solo lavorare Problemi del modello: - ripetitivit lavoro alienante e insicuro per la caduta di attenzione Conseguenze: - apatia, - alienazione, - Conflittualit, - incidenti sul lavoro R. Boni

Lez. 2.1 - 7 Industrializzazione Industrializzazione Esplosione dei consumi Consumismo Interpretazione neoliberista Produzione di massa innesta un circolo virtuoso (senza limiti): maggiore produzione, costi unitari minori, prezzi di vendita minori, maggiori vendite, maggiore produzione. Il circolo virtuoso si rotto per le rivendicazioni salariali degli operai R. Boni Lez. 2.1 - 8 Industrializzazione

Interpretazione attenta alla teoria del limite Non esistono circoli virtuosi che si protraggano senza fine perch: i mercati arrivano a saturazione (limite fisico) possono entrare in gioco altri concorrenti che fanno abbassare i margini di guadagno fino ad annullarli (limite economico) R. Boni Lez. 2.1 - 9 La reindustrializzazione o riconversione industriale I casi di Chivasso (Piemonte) - 1992 - Chiusura Lancia (4500

ad.) - Unione Industriale crea CSI - 1998 - 14 aziende (2120 addetti) Campi (Genova) - 1988 - Chiusura Italsider (1500 ad.) - Societ: IRI, Regione e Industriali - 1998 - 80 aziende operative (2000) R. Boni Lez. 2.1 - 10 La sfida ecologica Problema ecologico - spaventosa conseguenza del consumismo

Le imprese, spinte dalle associazioni ecologiste e dei consumatori, stanno affrontando il problema in unottica che vede il ciclo di vita del prodotto ampliarsi dalla sua produzione fino al suo riciclo urgente che, a livello internazionale, si trovino soluzioni pratiche, ragionevoli contemperare ed ecologicamente sostenibili per - progresso civile

- sviluppo economico - conservazione dellambiente, indispensabile per la vita R. Boni Lez. 2.1 - 11 Le scelte sostenibili La sostenibilit: da obiettivo a requisito del buon governo di un Paese la Confederazione Elvetica ha plasmato buona parte delle proprie politiche di crescita sulla sostenibilit la sostenibilit sociale, economica, ambientale incardinata nella Carta costituzionale federale tutte le decisioni della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni devono tenerne conto (Fonte: Future Business Review Italy - 30-07-2010 - Chiara Battistoni)

R. Boni Lez. 2.1 - 12 Le scelte sostenibili della Svizzera Lapproccio pragmatico della Svizzera alla sostenibilit non un obiettivo, un requisito, una condizione necessaria ma non sufficiente per la crescita del Paese le fonti energetiche, le politiche di sfruttamento del territorio, i programmi urbanistici, le politiche di educazione e di informazione vengono scelte in funzione della loro sostenibilit (Fonte: Future Business Review Italy - 30-07-2010 - Chiara Battistoni)

R. Boni Lez. 2.1 - 13 Il progetto Citt dellenergia Approccio premiante alla sostenibilit Il Comune che, a partire dagli edifici pubblici, sviluppa nel proprio regolamento programmi indirizzati verso lefficienza energetica sviluppa i requisiti necessari per diventare Citt dellenergia la targa European Energy Award Gold viene attribuita ai Comuni virtuosi capaci di implementare il 75% di buone pratiche energetiche Zurigo, Basilea, San Gallo, Losanna sono gi Citt Gold Cresce il numero delle citt certificate, molte anche in Germania (Fonte: Future Business Review Italy - 30-07-2010 - Chiara Battistoni)

R. Boni Lez. 2.1 - 14 La societ post-industriale Caratteristiche: ridimensionamento delle fabbriche sviluppo dei servizi tempo libero valorizzazione del patrimonio artistico ed ambientale comunicazioni R. Boni

Lez. 2.1 - 15 La societ finanziaria Il boom degli affari finanziari Leconomia reale e la finanza La rete mondiale delle telecomunicazioni La speculazione Lancoraggio ai cambi stabili R. Boni Lez. 2.1 - 16

La societ finanziaria Forme di difesa Sistema di cambi stabili Gruppo di Lisbona Conferenza mondiale di pace finanziaria Consiglio mondiale di sicurezza economica Definizione di regole istituzionali Creazione di una tassa per limitare le speculazioni R. Boni

Lez. 2.1 - 17 Crisi finanziaria ed economica 2007 Scoppia in America una crisi finanziaria ed economica che, nel 2008, si propaga a tutto il mondo I governi si rendono finalmente conto della necessit di Mettere a punto regole condivise e condivisibili Creare Istituzioni in grado di farle rispettare

R. Boni Lez. 2.1 - 18 2.2. Leconomia italiana Prof. Romano Boni Le prime imprese I mercanti banchieri fiorentini del secolo XIV - Peruzzi Acciaiuolo Bardi - 1341 Crisi Francesco di Marco Datini: il mercante di Prato - 1373 - Rilancia le compagnie mercantili italiane Banco dei Medici a Firenze - La pi grande azienda internazionale del Quattrocento Banca San Giorgio a Genova

R. Boni Lez. 2.1 - 20 Linizio della industrializzazione lavvio nel 1815 la spinta nel periodo della restaurazione nel triangolo industriale il primo fattore di sviluppo : la rete ferroviaria - Da 2773 Km nel 1861 a 18394 Km nel 1911 un secondo fattore : le spese per gli armamenti - 22 % bilancio statale (76 % nella I guerra mondiale) un terzo fattore : le infrastrutture - Acquedotti, reti elettriche, gas, bonifiche, scuole, ospedali R. Boni Lez. 2.1 - 21

Levoluzione nei primi 50 anni del regno dItalia 1861 Esportazioni - Seta grezza, olio, canapa grezza zolfo, marmo Importazioni - Manufatti di cotone, lana, seta zucchero, caff 1911 - Interscambio triplicato Esportazioni - Manufatti di cotone, lana, automobili, sommergibili, macchinari Importazioni - Carbone, cotone, grano zucchero, caff R. Boni

Lez. 2.1 - 22 La nascita dello Stato imprenditore la crisi americana del 1929 (il marted nero di Wall Street) la crisi finanziaria del 1931 (ritiro capitali esteri) la creazione dellIRI nel 1933 LIRI diventa permanente nel 1937 R. Boni Lez. 2.1 - 23 La rinascita dellindustria nel dopoguerra salva buona parte

dellindustria anteguerra distrutte le infrastrutture Patto di Yalta (1944) alla base della scelta occidentale Piano Marshall di forniture gratuite per 4 anni - 1947 (European Recovery Program) Creazione della CECA - 1951 potenziamento IRI nascono ENI e EFIM sviluppo della produzione R. Boni Lez. 2.1 - 24

La ripresa dellindustria privata Fiat Pirelli Montecatini Edison si riorganizzano Importano materie prime (grazie alla CECA) adottano tecnologie di produzione di massa

sviluppano la produzione esportano in tutta Europa R. Boni Lez. 2.1 - 25 La riorganizzazione delleconomia Le 3 opzioni di base La scelta della democrazia Lo stato imprenditore Lapertura ai mercati europei R. Boni Lez. 2.1 - 26 Il miracolo italiano

grande balzo degli anni 50 e 60 tasso annuo PIL: 6% (1961 8,3%) Auto 78.000 - 1937 1.000.000 - 1963 Macchine da scrivere 48.000 - 1948 773.000 - 1963 Macchine calcolatrici 23.000 - 1948 726.000 - 1963 R. Boni Lez. 2.1 - 27

Il miracolo italiano nascita del MEC riduzione o abolizione delle tariffe doganali mercato di oltre 250 milioni consumatori nascita di una nuova imprenditoria - piccola e media - origini: mezzadria, artigianato R. Boni Lez. 2.1 - 28 La fine del boom Fine anni 60

crisi nei rapporti industriali crisi petrolifera nel 1973 - crollo del PIL del 3,6 % fine dello sviluppo senza limiti squilibri sociali, sperequazioni non risolte, stragi (Milano, Brescia, Italicus) - Scioperi selvaggi - Brigate Rosse - Anni di piombo R. Boni Lez. 2.1 - 29 Le cattedrali nel deserto Fine anni 60 - inizi anni 70 Errori strategici: priorit - infrastrutture - prodotti Riduzione della domanda

Liquichimica - Fondi pubblici investiti in impianti colossali mai entrati in funzione Italsider - Progettazione del 5 polo dellacciaio a Gioia Tauro (Calabria) con espropriazione di terreni agricoli, distruzione di agrumeti e colture - Il 5 polo non fu mai costruito R. Boni Lez. 2.1 - 30 Impatto devastante su ambiente e salute Marina di Melilli - Il paese, col suo mare, era un posto baciato da Dio. Oggi un luogo abbandonato, coperto da un cumulo di scorie industriali

(polveri di magnesio) - LEuropeo - 2003 n4 - Roselina Salemi Raffineria di Gela - Unindagine scopre che su 13 mila nati a Gela tra il 1992 e il - 2002 quasi 700 presentano malformazioni cardiovascolari, agli arti, allapparato digerente e ai genitali esterni, che risultano del 250 % superiori alla media nazionale. Fabrizio Bianchi, ricercatore del CNR e coordinatore italiano delle rete europea sulle malformazioni congenite ha analizzato con altri esperti i danni provocati dai fumi mortali della raffineria alla 5^citt siciliana per abitanti (100.000). La Repubblica - gioved 14 luglio 2005 R. Boni Lez. 2.1 - 31

Una tragedia umana e ambientale - 1963 Il disastro della diga del Vajont - 9 ottobre 1963 - Un fianco del monte Toc fran nel bacino formato dalla diga - Lacqua in esso contenuta (circa 30 milioni di litri) tracim violentemente. In parte, risal sul versante opposto distruggendo gli abitati di Erto e Casso e in parte super la diga, rimasta intatta - Limmane ondata distrusse Longarone e gli abitati limitrofi, seminando desolazione e morte - Le vittime furono 1917 - 1975 - la Corte d'Appello dell'Aquila rigett la richiesta di rivalsa di Longarone contro la Montedison in cui era confluita la SADE - 1997 - il Tribunale Civile e Penale di Belluno ha condannato la Montedison a risarcire 55.645.758.500 di lire al comune di Longarone per i danni subiti R. Boni

Lez. 2.1 - 32 Quali le responsabilit economiche e politiche? Il disastro della diga del Vajont - 9 ottobre 1963 - La giornalista Tina Merlin denunci il prevedibile esito funesto del riempimento dellinvaso (LUnit - 21 febbraio 1961) - La SADE (Societ Adriatica Di Elettricit) la denunci per turbativa della pubblica opinione - Tina Merlin fu assolta con formula piena Nel successivo processo celebrato a Milano - Non fu presa alcuna azione per scongiurare il disastro annunciato - Il Prof. Milli, geologo di fama internazionale, cui i valligiani avevano chiesto una perizia, denunci il rischio di frana del monte Toc - Anche questa perizia rest lettera morta di fronte ai prevalenti interessi politici ed economici coinvolti

- I successivi accertamenti giudiziari incontrarono numerosi ostacoli creati per coprire le responsabilit politiche[1] [1] Il Vajont stato lepisodio pi tragico ed emblematico dei guasti causati dallintreccio di interessi economici e politici, purtroppo ancora attuali R. Boni Lez. 2.1 - 33 Una nuova tragedia umana e ambientale 2009 Terremoto de LAquila - 6 aprile 2009 - Ore 3:32 - sisma di valore 5,9 della Scala di Magnitudo locale (la cosiddetta Scala Richter) - IX grado della Scala Mercalli - Bilancio: 309 morti - 1600 feriti - 65.000 sfollati - Nellanno seguente lIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato circa 18.000 terremoti nell'area della citt

- La procura dell'Aquila ha aperto un'inchiesta contro ignoti per omicidio e disastro colposo - Tra le diverse possibili cause o concause dei crolli si ipotizza: impiego di materiali non conformi alle indicazioni di progetto cemento armato contenente sabbia marina barre di ferro posizionate a distanze non a norma di legge R. Boni Lez. 2.1 - 34 Analogie aggravanti - 2009 Terremoto de LAquila - 6 aprile 2009 - Il 14 aprile 2009 il giornalista e scrittore Roberto Saviano scriveva: Invasione della camorra in Abruzzo, dimostrata da: Agguato al boss Vitale (2006) deciso a Villa Rosa di Martinsicuro Narcotrafficante, ricercato dallFBI, con base in Abruzzo Cassiere di un clan camorrista, con rifugio nel Parco Nazionale

Abruzzo snodo per traffico rifiuti, dietro cui c la camorra - Nelle settimane successive anche le maggiori istituzioni italiane parlarono del pericolo di infiltrazione criminale, assicurando che i rischi sarebbero stati scongiurati dai controlli - I pubblici ufficiali, responsabili dei mancati controlli prima del sisma, sono rimasti ai loro posti e li cureranno in futuro! R. Boni Lez. 2.1 - 35 2.3. Leconomia italiana: caratteristiche delle aziende Prof. Romano Boni La struttura economica dellItalia

anni di riferimento 1995 1975 1985 agricoltura 7,2% 4,5% 2,9% 41,4% 35,2% 31,6% industria 51,3% 60,3% 65,5% servizi 120,00% 100,00% 80,00% servizi 60,00%

industria agricoltura 40,00% 20,00% 0,00% 75 85 95 anni R. Boni Lez. 2.1 - 37 Quadro dinsieme

1998 - Dimensioni delle aziende italiane meno di 10 Gruppi globali Aziende grandi (pi di 500 addetti) poche (meno di 100) molte (circa Aziende medie (da 100 a 500 addetti) 7.000) Aziende piccole ed artigiane tre milioni circa (da 1 a 99 addetti) Imprenditorialit diffusa R. Boni

Dimensioni critiche Lez. 2.1 - 38 Aziende artigiane 1998 - Aziende artigiane in Italia, Francia e Germania Az. artigiane N. aziende Addetti Dimensione m. Italia 1.235.000 3.100.000

2,3 addetti Francia 820.000 2.060.000 2,5 addetti Germania 620.000 5.140.000 8,2 addetti R. Boni

Lez. 2.1 - 39 Dimensioni per fatturato N Gruppo miliardi di euro) 1 IFI 2 ENI 3 TELECOM 4 ENEL 5 IRI 6 COMPART 7 POSTE ITALIANE 8 PIRELLI 9 FININVEST 10PARMALAT

Fatturato 1998 48,8 (in include FIAT 28,33 23,94 20,15 15,9 era al 1 posto nel 1997 3,2 include Montedison e Ferruzzi 5,9

nuovo inserimento 5,89 5,2 5,1 era al 15 posto nel 1997 R. Boni Lez. 2.1 - 40 Dimensioni per fatturato N Gruppo miliardi di euro) 11IBM SEMEA 12RIVA

4,4 13Edizione Holding 14SGS THOMSON 15ITALMOBILIARE 16Electrolux Zanussi Fatturato complessivo Fatturato 1998 (in 4,5 4,1 inclusa Benetton 3,2 2,8

inclusa Italcementi 2,5 include Zanussi 193,7 miliardi di euro R. Boni Lez. 2.1 - 41 Ricerca Mediobanca 2002 Fatturato 2001 di 274 aziende multinazionali Multinazionali Fatturato 2001 (miliardi di euro) Italiane (15)

170 Tedesche (18) 737 Francesi (24) 478 R. Boni Lez. 2.1 - 42 I Gruppi globali

FIAT ( IFI) Pirelli Olivetti Montedison ( Compart) Emergenti Aziende pubbliche R. Boni Lez. 2.1 - 43 IFI e IFIL 2003 - IFI - Istituto Finanziario Industriale S.p.A. diventa la holding finanziaria di controllo del Gruppo Agnelli

a IFIL vengono conferite le partecipazioni Fiat, Sanpaolo IMI, Juventus e Soiem Presidente del Consiglio di Amministrazione: John Elkann Bilancio al 31-12-2006 - Utile netto: 217,6 milioni Bilancio al 31-12-2005 - Utile netto: 38,5 milioni R. Boni Lez. 2.1 - 44 FIAT Settori economici

FIAT Auto S.p.A. Iveco S.p.A. New Holland Automazione industriale R. Boni Lez. 2.1 - 45 Gruppo FIAT - FIAT S.p.A. Automobili - Fiat Group Automobiles - 100% - Maserati - 100 % - Ferrari - 85 % Veicoli industriali - Iveco - 100% Macchine per lagricoltura e le costruzioni - CNH - Case New Holland - 90 % Componenti e sistemi di produzione

- FIAT Powertrain Technologies - 100% - Magneti Marelli - 100% - Teksid - 84,8% - Comau - 100% Altre attivit - ITEDI - 100% Principali partecipazioni di portafoglio - R.C.S. Mediagroup - 9,9 % R. Boni Lez. 2.1 - 46 Gruppo FIAT - Principali dati economico finanziari 2001 - 06 Bilancio (miliardi di ) 2006 2005

2004 2003 2002 Ricavi consolidati 51,80 46,54 46,70 47,27 55,65 Risultato operativo 2,06 2,21 0,02 (0,51) (0,76) 1,15 1,42 (1,58) (1,90) (3,95) Utile netto Bilancio (miliardi di ) 2001

2000 1999 Ricavi consolidati 57,55 48,12 45,77 Risultato operativo Utile netto 58,01 0,32 0,85

0,79 0,75 (0,44) 0,66 0,35 0,62 R. Boni 1998 Lez. 2.1 - 47 Gruppo FIAT - Principali dati economico finanziari 2007 - 08

Bilancio (miliardi di ) 2008 Risultato gestione ordinaria Utile netto Risultato gestione ordinaria - Fiat Group Automobiles 3,27 3,23 1,76 2,05 0,68

R. Boni 2007 0,80 Lez. 2.1 - 48 Nasce Exor S.p.A. 20 febbraio 2009 - Atto di fusione per incorporazione di IFIL in IFI che assume contestualmente il nome di Exor S.p.A. A seguito delle delibere delle assemblee straordinarie di IFI e IFIL tenutesi il 1 dicembre 2008 Obiettivo: semplificare la catena di controllo del Gruppo FIAT facendo rimanere soltanto Exor come holding del gruppo sotto il controllo diretto della Giovanni Agnelli e C.,

la finanziaria della famiglia Agnelli R. Boni Lez. 2.1 - 49 FIAT - Chrysler - Una nuova strategia 2008 - Trattative con Chrysler 2009 gennaio - Firmato laccordo tra Fiat e Chrysler - Fiat acquista il 35 per cento di Chrysler - i due gruppi sfrutteranno sinergie e reti di distribuzione per avere un ruolo significativo nel settore globale dellauto NB - Chrysler ha avuto un prestito di 4 miliardi di $ dal Governo Americano

R. Boni Lez. 2.1 - 50 Gruppo FIAT - Principali dati economico finanziari 2009 - 10 Bilancio (miliardi di ) 2010 Risultato gestione ordinaria Utile netto 1,98 0,89 2009 1,37 0,49

Risultato gestione ordinaria - Fiat Group Automobiles - 0,03 - Cnh - Iveco 0, 83 0, 35 R. Boni Lez. 2.1 - 51 Gruppo FIAT - Riorganizzazione e prospettive Scorporo di camion e trattori in Fiat Industrial Riassetto di delle attivit automobilistiche concentrate in Fiat Group Automobiles

Exor, Societ degli Agnelli, ha il controllo di Fiat spa con il 30,5% delle azioni 2011 febbraio - Sergio Marchionne - Fiat e Chrysler potrebbero diventare fra due o tre anni un'azienda sola - la nuova azienda potrebbe avere sede negli Usa R. Boni Lez. 2.1 - 52 Pirelli Holding finanziaria in Svizzera Holding industriale a Milano 2000 vende alla Corning la sua societ americana, Optical Technologies specializzata in

componentistica ottica (fibre ottiche) Settori di attivit - Pneumatici - Cavi - Sistemi energia - Sistemi Telecom R. Boni Lez. 2.1 - 53 Pirelli Ha ridotto fortemente il suo impegno di ricerca nelle TLC 2003 (milioni di ) 6.671

- Vendite 4 - Utile netto 2007 (milioni di ) 6.075 - Vendite - Utile netto 323 2008 (milioni di ) 4.660 - Vendite - Utile netto (412) R. Boni Lez. 2.1 - 54 Pirelli - Polo di Settimo Torinese 19 marzo 2011 Il Presidente della Pirelli, Marco Tronchetti Provera,

riceve il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in visita al Polo la pi moderna fabbrica di pneumatici del mondo Ha oltre settanta brevetti, tecnologie avanzate Impiega 1.200 addetti ed entrer a regime nel 2011 Produrr > 3,5 milioni di pneumatici all'anno R. Boni Lez. 2.1 - 55 Olivetti 1955-60 Computer Elea Grande speranza nel mondo dei computer abbandonato per mancanza di mezzi Macchine da scrivere PC 1997 ha rischiato il fallimento

1999 cambiamenti vertiginosi Acquisizione di Telecom Vendita di Omnitel e Infostrada a Mannesmann Uscita di Tim da Telecom e suo riposizionamento in Tecnost R. Boni Lez. 2.1 - 56 Olivetti 2003 fusione Olivetti - Telecom Italia Gruppo Telecom Creazione di Olivetti Tecnost S.p.A.

- Office Products (stampa digitale) - Systems (banche, poste, giochi) - 2.300 dipendenti - Fatturato: 655 milioni R. Boni Lez. 2.1 - 57 Olivetti 2011 Febbraio Olivetti lancia OLIPAD il primo Tablet italiano OliPad caratterizzato da un

display touchscreen da 10 pollici ed dotato di connettivit 3G, WiFi e Bluetooth Consente laccesso ad applicazioni personalizzabili per il mercato Business R. Boni Lez. 2.1 - 58 Montedison Nasce come Montecatini Centro Donegani guidato da Natta 1965 fusione con Edison Montedison 1997 vende alla Shell la quota

Montell (grandi impianti di polipropilene) LItalia esce dalla chimica Diventa globale con Ferruzzi 2000 incorporata nella Compart Montedison S.p.A. R. Boni Lez. 2.1 - 59 Montedison La Compart opera nei settori Agroalimentare Energia Chimica, in forma residuale (Ausimont e Antibioticos) 2002 Edison, Fiat energia e Sondel

incorporate per fusione in Montedison ridenominata Edison S.p.A. Il nome Montedison scompare R. Boni Lez. 2.1 - 60 Principali settori da cui lItalia uscita 1955-60 - Olivetti lancia il Computer Elea, progettato e realizzato dallIng. Mario Tchou, poco dopo la Siemens e prima dellIBM Grande speranza nel mondo dei computer, ma il settore viene venduto alla General Electric, LItalia esce dal settore computer 1997 - Montedison vende alla Shell la quota che ha in Montell (grandi impianti di polipropilene). LItalia esce dalla chimica

Scompare anche Montedison ridenominata Edison S.p.A. (2002) 2000 - Pirelli vende la sua societ specializzata in fibre ottiche. LItalia esce dal settore delle fibre ottiche.. La Pirelli riduce ancheil suo impegno di ricerca nelle TLC R. Boni Lez. 2.1 - 61 Gruppi globali emergenti Benetton - Franchising abbigliamento - Holding: Edizioni Holding - Autogrill 430 in Italia, 77 in Francia, 62 Benelux, Spagna, Austria 1999 - Acquista Host Marriot Services proprietaria dei marchi USA: Pizza Hut - Sbarro - Kentucky - Autostrade

Privatizzate dallo Stato nel 1999 2003 - Societ Newco28 tramite OPA si fonde per incorporazione in Autostrade S.p.A. poi quotata in borsa (debito con le Banche trasferito a questa Societ) R. Boni Lez. 2.1 - 62 Gruppi globali emergenti Ferrero - Cioccolato (Nutella) - Sede da Torino a Bruxelles Barilla Alimentare - 1971 Luigi Barilla vende il marchio Mulino Bianco (il mulino di Chiusdino) a una societ americana - 1979 Ricompra il marchio - 1998 primo stabilimento americano - 1999 acquisisce Wasa (Crispbread)

R. Boni Lez. 2.1 - 63 Aziende leader di settore Luxottica - Occhiali - 1997 acquisizione Rayban (USA) Marzotto, Zegna Tessile Merloni Elettrodomestici Riva - Lucchini - Siderurgia Marazzi - Ceramica R. Boni Lez. 2.1 - 64 Le Aziende Pubbliche: IRI Privatizzazioni IRI negli anni 90 -

1993 1994 1995 1996 1997 1999 Italgel - Cirio Bertolli De Rica - Credito Italiano Comit - Acciai Terni - Sme 1 tranche Italtel - Ilva - Sme 2 tranche Dalmine - Italimpianti - Nuova Tirrena - Sme 3 tranche Aeroporti di Roma - Telecom - Seat - Banca di Roma Autostrade - Azienda Agricola Maccarese Incasso totale per lo Stato 2000 51.518 miliardi di Lire IRI messo in liquidazione

Societ non vendute Ministero del Tesoro (dal 2003 Ministero dellEconomia) in attesa di cessione R. Boni Lez. 2.1 - 65 Le Aziende Pubbliche: IRI IRI - Esito (2008) - Finmeccanica Finsider Fincantieri

Finmare STET SME Alitalia Bad Company - Autostrade - Banche R. Boni venduta (40 % Stato) venduta in vendita venduta venduta (fusa in Telecom) venduta Venduta (alla CAI) Bad Company (100 % Stato) venduta

vendute Lez. 2.1 - 66 Chi vende, chi compra. Un acquirente svizzero Il gruppo svizzero Nestl, fondato nel 1866, ha acquistato 1988 Gruppo Buitoni, di cui fa parte la Perugina 1993 Italgel - Gelati Motta - Antica Gelateria del Corso - La Valle degli Orti Gruppo Dolciario Italiano - Motta - Alemagna 1997 Sanpellegrino R. Boni

Lez. 2.1 - 67 Le Aziende Pubbliche: E N I 28-04-1945 - Enrico Mattei nominato liquidatore dellAgip 1953 - Creazione ENI Ente nazionale - Presidente E. Mattei Forti contrasti con le sette sorelle: - Standard Oil of New Jersey - Royal Dutch Shell - British Petroleum - Standard Oil of New York - Texaco - Standard Oil of California Gulf Oil Scontro politico in Iran (1953 Mossadeq - Shah Reza Palavi - CIA) Rapporti con lUnione Sovietica (nonostante la guerra fredda in atto) Sostegno per emancipazione paesi asiatici e africani 1962 - Laereo con cui Mattei torna a Milano da Catania esplode in volo R. Boni Lez. 2.1 - 68 Le Aziende Pubbliche: E N I

Settore - Ricerca ed estrazione - Raffinazione e Azienda - distribuzione - Trasporto gas Distribuzione gas Piattaforme petrolifere AGIP AGIP PETROLI e IP SNAM ITALGAS

SAIPEM ENICHEM Chimica 1992 - ENI convertita in Societ per azioni e QUOTATA IN BORSA a Milano e New York R. Boni Lez. 2.1 - 69 Le Aziende Pubbliche: EFIM - EGAM EFIM: venduta o liquidata - Azienda - Vetro

Lavorazione alluminio Metallurgia Fucine SIV ALU ... BREDA TERNI EGAM: liquidata dopo vari scandali - Miniere - Metallurgia - Terme R. Boni Lez. 2.1 - 70

ENEL Ente Istituito dal Governo Fanfani con legge del 27-11-1962 su proposta dell'onorevole Aldo Moro. La nazionalizzazione dellenergia elettrica era basata sulla considerazione che lenergia elettrica un bene pubblico e che bene che sia un ente pubblico produrla ed a distribuirla. Sino ad allora l'elettricit era gestita da aziende di dimensione medio, piccola, controllate da poche aziende capofila: la Sade (Veneto e parte dell'Emilia) - 9-10-1963 Disastro del Vajont la Edison (Lombardia, Emiliane Liguria) la SIP (Piemonte), la Centrale (Toscana, Lazio e Sardegna) la SME (regioni del Sud e Sicilia) R. Boni

Lez. 2.1 - 71 ENEL - Inizia la privatizzazione 2000: si decide che non pi utile il monopolio pubblico creato nel 1962 parziale privatizzazione - nel 2002: la capacit produttiva passa dal 73% a meno del 50% - create 3 societ Eurogen (7000 megawatt, fatturato circa 2000 miliardi di lire) Elettrogen (5400 megawatt, fatturato di quasi 2000 miliardi di lire) Interpower (2600 megawatt, fatturato di 960 miliardi di lire) R. Boni

Lez. 2.1 - 72 ENEL - Altri attori nel settore altri attori nel settore elettrico - - 2 societ private Edison (3600 megawatt e altri 1600 megawatt in corso) Sondel ( piccoli impianti da 500 megawatt ciascuno) - societ municipalizzate ACEA (Roma) - AEM (Milano e Torino) - ASM (Brescia), ... impianti idroelettrici e termoelettrici e reti di distribuzione nelle citt R. Boni

Lez. 2.1 - 73 Problemi di coordinamento Black out elettrico in Italia per un problema in Svizzera Mancato coordinamento tra centrali elettriche italiane non coordinate centralmente grave black out La prima notte bianca romana, per questo motivo, stata nera (28-09-2003) Nel 2004 ulteriore privatizzazione R. Boni Lez. 2.1 - 74 Le aziende familiari numerosissime punti di forza

- flessibili - fantasiose punti di debolezza - dominate dal fondatore - ricambio generazionale - management R. Boni Lez. 2.1 - 75 Fragilit delle PMI Si evidenzia quando la dimensione dimpresa va oltre le risorse della singola famiglia con il passare del tempo proliferano le famiglie di riferimento hanno bisogno di coinvolgere risorse umane esterne ad alto

potenziale . Scogli principali da affrontare il capitale di rischio il coinvolgimento di competenze manageriali R. Boni Lez. 2.1 - 76 PMI - Come attrarre capitali di rischio Andare in Borsa In Italia abbastanza difficile - in USA c il Nasdaq ( crescita Microsoft) 1999 avviato Secondo Mercato collegato allEasdaq europeo Fare entrare nuovi soci Occorre trovare un equilibrio tra famiglia dominante e nuovi

soci Conflitto tra soci Crisi dellazienda R. Boni Lez. 2.1 - 77 PMI - Come attrarre e trattenere bravi manager Requisito per lo sviluppo dellazienda Competenze manageriali > diritti di propriet Autolimitazione del potere dellazionista di maggioranza Selezione del management Obiettivo: massimizzare valore dellazienda non solo dellazionista di maggioranza

R. Boni Lez. 2.1 - 78 Permasteelisa Un esempio di successo in 5 tappe Sede: San Vendemiano (Veneto) - Fatturato: 334 miliardi di Lire (1996) Settore: facciate in vetro, metallo o pietra dei grattacieli 1. lazienda veneta Isa acquista (1974) laustraliana Permasteel unificando le due societ nella Permasteelisa 2. mette a punto con Impregilo e ABB la blue technology (recupero e risparmio di energia) riduce del 30% costo gestione edifici 3. diventa globale: Europa Usa Far East soprattutto 4. viene creata la Permasteelisa Pacific con partecipazione del 20% della Singapore Technology (societ controllata dal governo di Singapore) 5. consiglio di amministrazione scelto fra amministratori delle societ

che nellultimo triennio hanno avuto i risultati migliori - i manager ricevono anche azioni e diventano azionisti coinvolti nellazienda R. Boni Lez. 2.1 - 79 Permasteelisa Una societ solida Supera abbastanza bene la crisi delle Tigri Asiatiche del 1997 Negli anni ha acquisito commesse e realizzato facciate in vetro, metallo o pietra dei pi importanti grattacieli ed edifici pubblici e privati in tutto il mondo Novembre 2009 - Terre Alte Spa, socio di riferimento di Permasteelisa Spa, lancia unofferta pubblica d'acquisto delle azioni della societ Marzo 2010 - Terre Alte Spa acquisisce 98,36% di

Permasteelisa Spa R. Boni Lez. 2.1 - 80 I distretti industriali Caratteristiche Competitivit Innovazione Miglioramento continuo del prodotto Condivisione degli oneri per investimenti obbligatori - es. trattamento fanghi di depurazione (Toscana)

1991 - 240 distretti - 1,7 milioni di addetti R. Boni Lez. 2.1 - 81 I distretti industriali Peculiarit italiana (Fonte: Sole 24 ore 25-9-1997) distretto settore n di imprese n. di addetti

fatturato % export PRATO tessile 8.500 44.000 6.900 66% BIELLA

tessile 2.000 28.000 6.500 30% S. CROCE PISA concia 1.750 15.600 6.000

52% COMO tessile 2.750 29.000 2.750 34% PESARO mobile 1.200 13.000

2.450 32% CARPI maglieria 2.450 11.000 2.200 25% FERMO calzature

3.100 21.000 2.000 58% R. Boni Lez. 2.1 - 82 Il superamento dei distretti Il sistema si verticalizzato (Situazione 2004) -> Scavolini - Pesaro (Mobile) -> Marazzi Stefani

- Emilia (Ceramica) Bracco - Seveso (Chimica fine) -> Le imprese che emergono hanno - approccio dinamico - management capace di muoversi a livello internazionale in un sistema di cambi stabili (Fonte: Mediobanca - Unioncamere 2004) R. Boni Lez. 2.1 - 83 I problemi dei distretti

Poca ricerca Rigidit dei costi Scarsa innovazione Inadeguata crescita culturale Inadeguate dotazioni informatiche e telematiche Carenze strutturali del sistema Italia Servizi carenti Burocrazia eccessiva Difficolt di accesso ai finanziamenti Assenza di leggi che favoriscano fusioni e aggregazioni

Assenza di centri di ricerca con cui avviare progetti finalizzati R. Boni Lez. 2.1 - 84 Le aziende lepri Le aziende lepri (Studio Mediobanca 2005) - Fatturato tra 50 e 290 milioni di euro - Tasso di crescita del fatturato: 20 % allanno - Produzioni tradizionali a livelli di eccellenza tali da imporli sui mercati internazionali Biscazza (Vicenza) mosaici in vetro Margaritelli (Roma) Listone Giordano Rebechetto Candiani Denim, tessuto per jeans R. Boni Lez. 2.1 - 85

TPI (Trade Performance Index) 2008 - Classifica UNCTAD* e WTO di 189 paesi in base a TPI Paese N. di Settori in cui primo secondo terzo 0 Germania 7 2 Italia

3 4 1 Olanda 2 1 0 Svezia 1 0 3 Australia

1 0 Cina 3 0 0 0 * United Nations Conference on Trade And Development World Trade Organization R. Boni Lez. 2.1 - 86

TPI (Trade Performance Index) In base al TPI nel 2008 lItalia Prima: - Tessile - Abbigliamento - Cuoio, pelletteria, calzature Seconda: - Meccanica non elettronica - Meccanica elettrica - Occhialeria, oreficeria - Manufatti in metallo, marmi, ecc. Terza: - Alimentari trasformati (vini, ecc.) R. Boni Lez. 2.1 - 87 World Economic Forum 2008 - Classifica del World Economic Forum di Davos (Svizzera)

lItalia al 47 posto come paese nel suo complesso con le sue strutture - Politiche - Sociali - Istituzionali R. Boni Lez. 2.1 - 88 La Rete Innovation Relay Centre Rete IRC creata nel 1995 dalla Commissione Europea Promuove innovazione - nelle PMI - nei laboratori delle Universit - nei centri di ricerca degli stati europei Obiettivo: favorire collaborazioni internazionali per

- sviluppo di tecnologie innovative - sfruttamento dei risultati della ricerca R. Boni Lez. 2.1 - 89 Gli Innovation Relay Centre in Italia 2007 - Rete IRC in Italia Potenziale motore dellinnovazione dei processi e dei prodotti delle piccole e medie industrie Promuove il raccordo tra ricerca e industria 7 nodi centrali che collaborano con - Sistemi camerali Regioni - Consorzi e Parchi di ricerca - Sistema di ricerca pubblica CIRCE (Lazio, Abruzzo e Sardegna) - ALPS (Piemonte, Valle dAosta, Liguria) - IRENE (Triveneto, Emilia Romagna, Marche) RECITAL - (Toscana. Umbria) - IRIDE (Puglia, Campania, Basilicata, Molise) - LOMBARDIA - MEDIA (Sicilia, Calabria)

R. Boni Lez. 2.1 - 90 APRE Dal 2008 la rete IRC stata ristrutturata ed ha preso il nome di APRE Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea Stesso obiettivo Rilanciare la cooperazione tra aziende europee e ricerca universitaria per realizzare progetti innovativi R. Boni Lez. 2.1 - 91

2.4. le maggiori trasformazioni nelle aziende italiane Prof. Romano Boni R. Boni Lez. 2.1 - 92 Dal pubblico al privato Esisteva limpresa pubblica, ma non limprenditore pubblico Motivi del passaggio - Risultati economici non positivi o fallimentari delle attivit - imprenditoriali e bancarie, e della gestione dei beni immobiliari Scorporo, delimitazione aree e responsabilizzazione delle diverse attivit per eliminare sussidi occulti ed immotivati Ripianare finanze dissestate mediante vendita dei gioielli

di famiglia Stessi motivi delle imprese private in crisi - vendita di rami dimpresa non strettamente necessari al core business 1994 Debito pubblico = 125 % PIL R. Boni Lez. 2.1 - 93 Cosa resta oggi allo Stato Italiano 2009 - In carico al Ministero dellEconomia ENEL parte relativa alla trasmissione di energia elettrica RAI la privatizzazione di una delle tre reti rimandata sine die Monopoli per produzione e lavorazione di tabacco

Ferrovie Bad Company (Debiti Alitalia) Finmeccanica (40 %) R. Boni Lez. 2.1 - 94 Dal familiare al manageriale I tre temi critici delle imprese familiari limitato capitale di rischio rispetto dei soci di minoranza accettazione/valorizzazione di un management esterno Necessit di un salto culturale - Azienda - organismo sociale cui partecipano pi stockholder (portatori di diverse tipologie di interessi) R. Boni

Lez. 2.1 - 95 Dal nazionale allinternazionale pochi presenti allestero con successo ritardo del nostro sistema economico a convivere in un sistema veramente concorrenziale R. Boni Lez. 2.1 - 96 Competizione globale Criteri strategici per affrontarla - Forza di attrazione dei capitali - Capacit di operare nel mondo intero - Risorse Umane

R. Boni Lez. 2.1 - 97 Evoluzione del capitalismo italiano 2005 - Classifica delle circa 3600 maggiori societ italiane ENI IFI-AGNELLI (FIAT) ENEL TELECOM ITALIA Seguite a distanza dalle altre Crescita con successo delle aziende lepri

(Mediobanca - 2005) R. Boni Lez. 2.1 - 98 Le medie imprese italiane e lIT Secondo le medie imprese gli investimenti nell IT danno un vantaggio competitivo quando sono mirati a - preparare lazienda alla crescita rendere pi efficiente lattivit operativa facilitare la flessibilit dei modelli di business supportare lespansione allestero L IT considerato - un fattore abilitante per la crescita - uno strumento fondamentale per conciliarla con la flessibilit

(Ricerca svolta dallintelligence unit dellEconomist 2006) (opinioni del 60 % del campione di medie imprese italiane esaminate) R. Boni Lez. 2.1 - 99 Ostacoli agli investimenti IT Secondo le medie imprese gli investimenti nell IT sono ostacolati da: Costo di sistemi e applicazioni (58 %) Resistenza del personale al cambiamento (34 %) Concorrenza di altri tipi di investimento a fronte di budget limitati (Ricerca svolta dallintelligence unit dellEconomist 2006) (Opinioni % del campione di medie imprese italiane esaminate)

R. Boni Lez. 2.1 - 100 2.5. le aziende italiane: minacce ed opportunit Prof. Romano Boni R. Boni Lez. 2.1 - 101 Trattato di Maastricht Sottoscritto in Olanda il 7 febbraio 1992 dai dodici stati membri della Comunit economica europea Ha istituito lUnione Europea che poggia su tre pilastri: - Lunione economica e monetaria (entro il 1999, in tre fasi) mediante la creazione di una moneta unica e di una Banca

Centrale Europea - La politica estera e di difesa comune - La politica di cooperazione in materia di giustizia e di affari interni Entrato in vigore il 1 novembre 1993 Punto di arrivo del rilancio comunitario iniziato quasi un decennio prima R. Boni Lez. 2.1 - 102 Il trattato di Maastricht Ha fondato lUnione Economica e Monetaria (UEM) Ha deciso la realizzazione della moneta unica europea EURO - Con la partecipazione di 11 paesi membri della Unione Europea (non vi hanno aderito Gran Bretagna, Grecia, Danimarca e Svezia)

- EURO - denominazione e tabella di marcia per introdurlo furono stabilite dal Consiglio europeo di Madrid - 15-16 dicembre 1995 1 gennaio 1999 - operazioni in titoli pubblici e transazioni finanziarie effettuate in EURO (scritturale) 1 gennaio 2002 - effettiva circolazione di banconote e monete in EURO in sostituzione delle valute nazionali R. Boni Lez. 2.1 - 103 Trattato di Amsterdam 29 marzo 1996 - Conferenza intergovernativa di Torino - Inizia la fase della revisione del trattato di Maastricht 15-16 giugno 1997 - Vertice di Amsterdam - conclude la fase della revisione del trattato 2 ottobre 1997 Trattato di Amsterdam. - Sottoscritto dai paesi membri dell'Unione europea. - Revisione ufficiale del Trattato di Maastricht

- Entra in vigore nel 1999 R. Boni Lez. 2.1 - 104 Precedenti storici Trattato di Bretton Woods (1944 - 1971) - possibilit di cambiare le monete in oro ad un cambio fissato SME sistema monetario europeo (1979) - sistema di cambi fissi valido nei paesi della CEE numerosi riallineamenti, cio svalutazioni di alcune monete, specie lira e peseta settembre 1992, la lira esce dallo SME per rientrarvi solo il 25 novembre 1996 R. Boni Lez. 2.1 - 105

Il trattato di Maastricht I tre requisiti pi importanti per aderirvi sono - deficit pubblico rapportato al PIL non superiore al 3% in via stabile - inflazione non superiore al 2% - debito pubblico non superiore al 60 % del PIL LItalia entrata nellarea euro (dal 1 gennaio 1999) perch ha soddisfatto i primi due requisiti, ha fornito un piano credibile di rientro del debito pubblico R. Boni Lez. 2.1 - 106 I problemi risolti e quelli aperti (1999) risolti aperti

i mercati finanziari e del rientro dallinflazione, basso prezzo delle materie prime, petrolio incluso, dollaro in discesa tassi dinteresse scesi di 3,5 punti nel 1997 e di altri 3 punti nel 1998 surplus primario pubblico (differenza tra export ed import prima degli interessi sul debito pubblico) salito a 100.000 miliardi

minori tassi interessi fanno pesare meno costo interessi sul deficit debito estero azzerato, a differenza delle tigri asiatiche risparmio privato sempre molto alto, secondo solo al Giappone R. Boni lavoro sono molto diversi e dovranno omogeneizzarsi perch c la libera circolazione dei capitali e delle persone

i sistemi previdenziali e pensionistici sono differenti: Francia, Italia, Spagna e Germania sono in fase di trasformazione da sistemi a ripartizione a sistemi ad accumulazione le normative fiscali sono differenti riforma fiscale e dei mercati finanziari da elaborare e definire a livello europeo Lez. 2.1 - 107 Come cresciuto il debito pubblico in Italia? Anno 1961 1981

Debito/PIL 29 % 55 Primo governo Craxi (1983 1986) - Gli anni delle spese 1985 1990 82,3 % 97,2 Governo Andreotti (1991 - 1992) - firma Trattato Unione monet. europea 1991 1992 100,8 % 108,1

R. Boni Lez. 2.1 - 108 Come diminuito il debito pubblico in Italia? Governo Amato (1992 - 1993) - vara finanziaria 1993 (lacrime e sangue) Anno 1993 1994 Debito/PIL 118,7 % 124,8 % Tagli spesa pubblica deficit inizia a scendere dal 1994 Debito pubblico comincia a scendere dal 1995

Governi Ciampi e Prodi Continuano politica di rigore Italia entra in Europa nel 1999 1999 115,5 % R. Boni Lez. 2.1 - 109 Dove sta andando lItalia?

Anno Debito/PIL 2002 107,9 % 2003 106,5 2007 104,0 2008 105,2

2009 111,2 2010 118,0 2010 - Debito Pubblico: 1.870,0 miliardi R. Boni Lez. 2.1 - 110 Il mercato, le sue regole, i cambiamenti mercato libero da vincoli e barriere - la produzione affluisce a chi pi efficiente e pi innovativo , di fatto a chi pi abituato alla concorrenza - finita lepoca:

salario variabile indipendente inefficienza della PA pagata dalla collettivit (famiglie/aziende) protezione contro la concorrenza estera tempo come variabile competitiva vera cultura della concorrenza - consapevolezza della nuova realt - costruzione di un sistema di responsabilizzazione - sviluppo di competenze speciali R. Boni Lez. 2.1 - 111 Il Mezzogiorno Alcuni dati (1997) - Disoccupazione NORD 6,6%

CENTRO 10,0% SUD 23,1% - Disoccupazione Giovanile NORD 17,7% CENTRO 32,3% R. Boni SUD 53,3% Lez. 2.1 - 112 Le soluzioni del passato Anni 50

riforma agraria Anni 60-70 interventi statali per sviluppo di poli industriali nei settori: chimico - petrolchimico - siderurgico Sicilia: Gela - Augusta - Priolo Puglia: Manfredonia - Taranto Calabria: Lamezia Sardegna: Porto Vesme - Ottana - Porto Torres Fine anni 70crisi a seguito aumento prezzo petrolio centri industriali cattedrali nel deserto R. Boni Lez. 2.1 - 113 I mali del Sud

Mancanza di infrastrutture Criminalit diffusa Imprenditoria limitata ad alcune zone Ambiente culturale poco favorevole Scuole internazionali inesistenti Servizi sanitari carenti R. Boni Lez. 2.1 - 114 I mali italiani

Elevata pressione fiscale Rigidit del lavoro Lungaggini burocratiche Incertezza e tempi lunghi della giustizia R. Boni Lez. 2.1 - 115 Nel 1999 quali erano le prospettive ? I contratti di area: il caso di Manfredonia I porti come fattore trainante: il caso di Gioia Tauro I servizi turistici integrati: il caso di Castellaneta

Il rafforzamento delle aree esistenti: - Caserta (poli: chimico telecomunicazioni - alimentari) - Santeramo (divani e salotti Natuzzi) R. Boni Lez. 2.1 - 116 Il porto di Gioia Tauro Inaugurato il 15 settembre 1995 3.200 navi attraccate nel 2004 3.200.000 container movimentati nel 2004 (obiettivo: 6 milioni nel 2010) 3.000.000 container movimentati nel 2008 1.500 persone occupate

1.400 miliardi di vecchie lire spesi dal 1998 al 2005 per costruire 30 capannoni industriali quasi inutilizzati - ne funzionano solo 3 o 4 390 milioni di euro linvestimento richiesto per - ammodernare il porto (allungare la banchina di carico e abbassare il fondale fino a 18 metri) - realizzare un impianto di rigassificazione - ampliare larea commerciale e industriale per creare un indotto produttivo R. Boni Lez. 2.1 - 117 Fuori dal porto Infrastrutture di collegamento del porto con lentroterra carenti (Dati 2004) Strada di 6 km che collega il porto allo svincolo dellautostrada Salerno Reggio Calabria autostrada Salerno Reggio Calabria (449 km di cui completati

49 km) in rifacimento (al ritmo di 7 - 8 km allanno) Ferrovie quasi inesistenti - per Rosarno, la stazione pi vicina, i treni devono prcedere a passo duomo - per Taranto il treno pi veloce impiega 12 ore Per la Calabria (Grandi Opere) stanziati 794 milioni di euro (2003) parte per la sicurezza R. Boni Lez. 2.1 - 118 Calabria - La ndrangheta Le cifre della ndrangheta (2004) - 112 cosche un affiliato ogni 345 abitanti (Fonte: Eurispes) - 27 % popolazione calabrese legata in qualche modo alla ndrangheta (Fonte: Procuratore della Corte dAppello di Reggio Calabria) - tasso di omicidi 17 volte superiore alla media nazionale

La risposta delle strutture statali (2004) - 45 associazioni per delinquere smantellate - 918 persone segnalate allautorit giudiziaria - 65 latitanti catturati - 30 sottoposti a regime speciale R. Boni Lez. 2.1 - 119 Calabria Interessi in gioco Gli interessi in gioco Il PIL della Calabria sfiora i 29 miliardi di euro Il volume di affari della ndrangheta supera i 35 miliardi di euro, di cui 22,34 prodotti da traffico di droga, il resto da appalti pubblici e estorsioni ( dati 2004)

Estorsioni Colpiscono il 50 % dei commercianti e degli industriali 70 % a Reggio Calabria (Fonte: Confesercenti) R. Boni Lez. 2.1 - 120 Il dominio della ndrangheta Messaggio delle cosche per chiarire chi comanda e perch la politica capisca 16 ottobre 2005 - Ucciso da un killer il vicepresidente della Regione Calabria, Francesco Fortugno (Primario del Pronto Soccorso in aspettativa), in pieno giorno nel centro di Locri Altri tre medici dellospedale eliminati con le stesse modalit

In gioco appalti di milioni di euro nella sanit R. Boni Lez. 2.1 - 121 Lo sviluppo della ndrangheta Ottobre 2008 Arrestati il sindaco e il vice sindaco di Gioia Tauro per collusione con la ndrangheta Accertato, in base ad indagini della magistratura, il controllo sul porto e sulle attivit collaterali del Clan Piromalli Il volume daffari della ndrangheta sfiora i 60 miliardi di euro R. Boni Lez. 2.1 - 122

Un regalo alla ndrangheta Ottobre 2008 Previsioni finanziaria: tagliare in tre anni 8 miliardi di euro alla scuola, di cui il 50 % al sud, in base a statistiche che ignorano la geografia. Tra la Sila e la Locride saranno chiusi 213 centri scolastici: 1 su 3 Risultato: preclusione di ogni possibilit di riscatto al Meridione La Calabria, con il pi alto tasso di abbandono scolastico del continente e con 354 comuni su 409 a rischio spopolamento, vede lo spettro di un deserto regalato alla ndrangheta Lo Stato si ritira e resta la ndrangheta che riconosce il rispetto e paga uno stipendio R. Boni Lez. 2.1 - 123

Economia e finanza pubblica in Italia (dati 2004) lavoro nero e sommerso: 27 % del PIL evasione fiscale: 200 miliardi di grandi aziende (fatturato > 50 milioni di ) che evadono il fisco: 98,40 % esportazione illecita di capitali: 360 miliardi di fatturato annuo delle mafie: 85 - 90 miliardi di beni consolidati delle mafie: 1000 miliardi di affiliati alle mafie: 1,8 milioni di persone percentuale estorsioni per regione: Campania14,9 % Sicilia 12,9 % Lombardia 10,4 %

investimenti americani in Italia (2003): 3 % investimenti in Europa (Fonte: Elio Veltri - Il topino intrappolato - Editori Riuniti - Giugno 2005) R. Boni Lez. 2.1 - 124 Economia e finanza pubblica in Italia (Fonti 2004)

OCSE Secit Revue de droit fiscal Agenzia delle entrate fiscali Confcommercio Eurispes Procura nazionale antimafia DIA Ministero dellInterno Camera di commercio americana in Italia R. Boni Lez. 2.1 - 125 La ndrangheta in Nord Italia Giuseppe Di Bella, 59 anni, pentito di ndrangheta

la ndrangheta si insediata da pi di trenta anni nel Nord Italia e controlla intere zone con un esercito di 1500 persone Fonte: Metastasi (2010 - Edizione Chiarelettere) di Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli R. Boni Lez. 2.1 - 126 La ndrangheta in Lombardia Dicembre 2010 la Procura di Milano conclude linchiesta Infinito condotta da - Ilda Boccassini a Milano - Giuseppe Pignatone a Reggio Calabria 174 presunti affiliati ai clan calabresi sono stati rinviati a giudizio, dopo verifiche che hanno evidenziato linfiltrazione

della ndrangheta in settori vitali della Lombardia - nelle ASL (Carlo Chiarico a Pavia) - nella politica (Giovanni Valdes, sindaco di Borgarello) - nellimprenditoria (Ivano Perego della Perego Strade) R. Boni Lez. 2.1 - 127 Italia - Quali prospettive? Condizioni di illegalit diffusa - rendono difficile avviare progetti innovativi di politica economica - favoriscono il passaggio delle risorse impegnate in progetti finalizzati allinnovazione e allo sviluppo delle infrastrutture nelle tasche della criminalit, non solo nel Mezzogiorno Strategie - la strada per uscire da questo circolo vizioso passa per la definizione di regole trasparenti per gli appalti la riduzione progressiva del lavoro nero

il controllo del territorio R. Boni Lez. 2.1 - 128 Cosa fanno gli altri ? Il modello Galles Il modello Malese Il modello New England R. Boni Lez. 2.1 - 129 Il modello Galles Galles (UK) - area di deindustrializzazione (chiusura miniere carbone)

punta sugli incentivi per attrarre capitali - Riduzione del costo del lavoro < 20 % Nessun limite allorario settimanale Un solo contratto a livello aziendale Fiscalit: 31 % sugli utili R. Boni Lez. 2.1 - 130 Il modello Malese Area di 50 per 15 km - Supercorridoio multimediale Progetto (completamento 2020) per una citt dellera multimediale con

Telecomunicazioni a basso costo Strade intelligenti per auto Treni superveloci Ambienti non inquinati Insediamenti accoglienti Scuole internazionali Aeroporto per 25 milioni di passeggeri Servizi sanitari e ricreativi di alto livello Imprese coinvolte: Acer, Alcatel, IBM, Microsoft, Sun, Intel, ecc. (nessuna italiana) R. Boni Lez. 2.1 - 131

Il modello Malese (segue) Linee strategiche Specializzazione nellIT Visione a lungo termine Obiettivi e offerte Innovazioni legislative Telemedicina

Sicurezza Evasione pratiche in 30 giorni Incentivi fiscali: tasse 0 per 10 anni Servizi efficaci: telefono installato in 24 h, ecc. R. Boni Lez. 2.1 - 132 Il modello New England New England (USA) dopo II guerra mondiale crisi recessiva Rilancio basato su formula rivoluzionaria: creazione di una societ per fornire capitali, management e tecnologie per avvio di aziende hi-tech Nasce lAmerican Research and Development Corporation

(partecipata da: MIT, Harvard Business School, altre istituzioni finanziarie) Numerose iniziative imprenditoriali avviate ad es. Digital Formula vincente per sviluppare competitivit tecnologica: forte integrazione tra ricerca accademica, industria e finanza Lintegrazione massima quando luniversit, produttrice di conoscenza tecnologica, si fa promotrice diretta dimpresa R. Boni Lez. 2.1 - 133 Lemulazione inglese In Inghilterra le Universit di Oxford, Cambridge e Edimburgo hanno promosso la creazione da parte di docenti universitari di aziende

- nella biotecnologia - nellinformatica - nelle comunicazioni a Cambridge sono state create pi di mille nuove imprese lISIS Information ad Oxford - ospita laboratori industriali ed imprese - trasforma professori in imprenditori R. Boni Lez. 2.1 - 134 2.6. La crisi del Giappone Prof. Romano Boni R. Boni

Lez. 2.1 - 135 GIAPPONE PIL 4.800 M $ (4,5 volte lItalia) Crescita PIL 1997: +5 % ; 1998: - 3 % ; 1999: - 1 % PIL pro capite - Agricoltura - Industria - Servizi da 4.750 $ a 21.350 $ in 20 anni da 13 % a 6 %

da 36 % a 34 % da 51 % a 60 % (Dati 2000) R. Boni Lez. 2.1 - 136 Gli anni della crisi Anni 80 Giappone, nazione modello, ricca, esportatrice la locomotiva perde vigore Anni 90 - tassi dinteresse: da 0% a 5% - $ forte yen debole Nazionalismo economico - valori immutati - orgoglio smisurato

1997 Crisi finanziaria asiatica 1998 Crisi delle Banche giapponesi - Lo Stato interviene - stanzia 43.000 miliardi di yen (circa 600.000 miliardi di lire) - vara un meccanismo complesso che salva il sistema bancario R. Boni Lez. 2.1 - 137 La Long-Term Credit Bank of Japan Long Term Credit Bank (LTCB) fondata nel 1952 - tra le principali finanziatrici dello sviluppo post bellico giapponese Anni 90 - Esplode la bolla speculativa del mercato azionario e immobiliare (fine dicembre 1989 - massimo dellIndice Nikkei: 38.915,87) - Inizia la crisi nei settori: immobiliare, costruzioni, mutui, trasporti - 1991 Crediti inesigibili della LTCB: 19 miliardi di $ - 1997 Crisi finanziaria asiatica fa precipitare la situazione 1998 nazionalizza la LTCB

2000 Lo Stato vende per 10 milioni di $ la LTCB al gruppo americano Ripplewood Holdings che la rilancia come banca commerciale col nome di Shinsei Bank R. Boni Lez. 2.1 - 138 La situazione nei primi anni 2000 Aspetti negativi Yen forte impedisce ripresa esportazioni Disoccupazione: 4,5% (3 milioni livello altissimo per il paese) Consumi privati e investimenti ridotti al minimo Restrizione nella concessione dei crediti da parte delle banche

Aspetti positivi Annuncio di spese pubbliche per 100 milioni di euro per rilanciare leconomia, data la stasi degli investimenti privati Spese per ricerca e sviluppo: 3 % (USA - 2,5 %) 2003 Aprile - Comincia la risalita dellIndice Nikkei (Minimo: 7.603,76) R. Boni Lez. 2.1 - 139 La nuova strategia del Giappone Totale cambiamento di strategia del governo guidato da Koizumi Citt pi industrializzate: Tokio Nagoya (Toyota) poi Osaka Privatizzazione delle Poste (gestivano 1/3 delle finanze

giapponesi) Pi efficiente utilizzo delle risorse pubbliche eliminando il finanziamento di opere pubbliche non necessarie Efficiente allocazione dei capitali - Soluzione raggiunta dopo anni di studio del modello USA Riforme graduali per arrivare ad un mercato con - maggiore attenzione a redditivit e competitivit - minore spazio agli accordi di potere R. Boni Lez. 2.1 - 140 La ripresa del Giappone 2002 nasce IRCJ (Industrial Reconstruction Corporation of Japan) Obiettivo: acquistare e ricollocare sul mercato aziende in crisi Periodo di operativit: 5 anni 2005 IRCJ Presidente: Saito

- imprese rilevate: 41 imprese risanate e vendute: 15 molte aziende avevano il capitale allocato male risorse liberate senza creare traumi per la collettivit 2006 Il Giappone ha ripreso a muoversi con - una moderna cultura di valutazione dellimpresa - nuovi standard economici R. Boni Lez. 2.1 - 141 La ripresa del Giappone 2007 La IRCJ (Industrial Reconstruction Corporation of Japan) conclude la sua attivit 41 imprese risanate - La maggior parte di medie dimensioni

- Tra le grandi Kanebo - Cosmetici Daiei Inc - Supermercati R. Boni Lez. 2.1 - 142 2.7. La crisi Petrolifera Prof. Romano Boni R. Boni

Lez. 2.1 - 143 Crisi petrolifera - Lo scenario Fonti energetiche Combustibili fossili: carbone, petrolio, gas naturale Energia nucleare Energie rinnovabili: eolica, solare, marina Idrogeno Petrolio: fonte di energia di maggiore impiego R. Boni

Lez. 2.1 - 144 Il processo di produzione dei carburanti Il ciclo di produzione e distribuzione dei carburanti - ricerca: anche nelle zone pi impervie del pianeta - estrazione: costo da 15 $ il barile del 1980 a 5 $ nel 1998 - trasporto del greggio estratto, via nave o via oleodotto: collo di bottiglia - raffinazione e stoccaggio: scarsa elasticit/inquinamento, scorte strategiche/speculative - distribuzione capillare ai consumatori: frazionata/antieconomica R. Boni Lez. 2.1 - 145 Crisi petrolifera - La storia

1 fase: fino al 1970 - sovrapproduzione petrolifera basso prezzo del greggio : 2 $ al barile - mercato saldamente controllato dalle 7 sorelle (alti profitti) 2 fase: dal 1970 al 1980 - crescita della domanda prezzo del greggio da 2 a 3 $ a barile - 1973 - guerra del Kippur prezzo del greggio da 3 a 12 $ a barile - 1979 - rivoluzione islamica in Iran e guerra con lIraq (1980) prezzo del greggio 31-36 $ a barile 3 fase: dal 1983 - 1983 per la prima volta greggio quotato alla Borsa di New York - 1985 Arabia Saudita aumenta la produzione prezzo del greggio scende R. Boni Lez. 2.1 - 146 Crisi petrolifera - La storia

1998 - prezzo del greggio 8 $/b 1999 - I paesi dellOPEC tagliano la produzione prezzo 18 $/b Le previsioni di fine 2000 - Non possono resistere a lungo - dicembre 2000 diminuzione del prezzo del greggio Cosa successo dopo? R. Boni Lez. 2.1 - 147 11 settembre 2001 Antefatti: - Anni 80 - Sostegno USA a: Saddam Hussein, Iraq, contro lIran di Komeini Talebani (Omar e Bin Laden), Afganistan, contro i Russi - 1991 - Prima guerra del Golfo contro Saddam Hussein

Basi militari americane in Arabia Saudita Liberazione del Kwait - Anni 90 - Reazioni alla presenza americana in Arabia Saudita Attentati terroristici contro sedi diplomatiche americane 11 settembre 2001 - Distruzione delle Twin Towers (New York) e di parte del Pentagono (Washington) con 4 aerei dirottati da 19 kamikaze islamici (1, precipitato in Pennsylvania, aveva come obiettivo la Casa Bianca) R. Boni Lez. 2.1 - 148 Reazioni USA all11 settembre 2001 Reazioni USA agli attacchi terroristici dell11-09-2001 -

2002 - Invasione USA dellAfganistan, con sostegno internazionale - 2003 marzo - Invasione unilaterale dellIraq da parte degli USA Contrari: ONU Unione Europea Paesi arabi e africani A favore: Inghilterra, Spagna, Italia, Polonia, e altri R. Boni Lez. 2.1 - 149 Acutizzazione del terrorismo islamico Esplosione a livello mondiale del terrorismo islamico in -

Spagna (11-03-2004 Madrid) Indonesia (11-09-2004 Giacarta) Egitto (08-10-2004 - Taba - 23-07-2005 - Sharm El Sheik) Iraq - Attentati continui dopo la fine ufficiale della guerra contro le truppe straniere contro civili e militari iracheni con cattura e uccisione di ostaggi di ogni nazionalit R. Boni Lez. 2.1 - 150 Il prezzo della guerra in Iraq e in Afghanistan Iraq - 2003 Novembre 12 19 italiani vittime della strage di Nassiriya - 2006 settembre - caduti italiani: 38 (di cui 31 militari e 7 civili) - 2006 Settembre - caduti americani: oltre 3000 - 2008 Settembre - caduti americani: oltre 4000

Nota - 2006 - Prima la Spagna, poi lItalia ritirano le proprie truppe - 2007 - Brown, succeduto a Blair, avvia il ritiro delle truppe inglesi - 2007 - 237 operatori dei media uccisi in Iraq (stima dell'Iraqi Journalist Union) Afghanistan - 2011 gennaio - caduti americani 1273 - caduti italiani 37 R. Boni Lez. 2.1 - 151 Prezzi storici del greggio (a)

(b) 1973 Guerra dello Yom Kippur 1974 Embargo arabo 46,6 1979 Rivoluzione iraniana 1980 Guerra Iran Iraq 75,4 1990 Invasione del Kwait 1998 Crisi in Asia 14,2 2003 Invasione dellIraq 2004 Media annua 37,0 2005 Nuova crisi energetica

16,0 25,6 51,5 47,4 30,9 13,2 29,4 36,8 63,8 9,7 28,8 21,9 29,1 63,8 a) Prezzi reali deflazionati con lindice medio dei prezzi al consumo (in $ 2005) b) Prezzi reali deflazionati con lindice del valore medio delle esportazioni (in $ 2005) (Fonte: La Repubblica 18-09-2005 p. 32)

R. Boni Lez. 2.1 - 152 2005 - Andamento dei prezzi del petrolio Prezzo del greggio - Inizi agosto 2005 - supera i 70 $/barile poi riscende a 64 $/ barile - fine agosto 2005 - l Uragano Katrina devasta New Orleans e distrugge circa 70 piattaforme petrolifere nel Golfo del Messico petrolio a 68 $/b - settembre 2005 Uragano Rita danni alle raffinerie del Texas (FMI - petrolio vicino a 80 $/barile) R. Boni Lez. 2.1 - 153

2006 Continua laltalena del prezzo del greggio Il Presidente dellIran annuncia che proceder ad arricchire luranio nonostante le diffide del Consiglio di Sicurezza dellONU Incremento della domanda di greggio di Cina e India, in forte espansione - elemento strutturale importante e non reversibile 2006 aprile Washington annuncia riduzione scorte USA prezzo del greggio sul mercato di Londra supera i 74 $/b 2006 agosto prezzo del greggio sale a 78 $/b 2006 fine settembre prezzo del greggio scende a 60 $/b R. Boni Lez. 2.1 - 154

2007 Aumentano i prezzi del greggio Nuova impennata dei prezzi del greggio con andamento altalenante 2007 settembre il prezzo del greggio sale a 83 $/b 2007 novembre - il greggio sfiora i 100 $ al barile R. Boni Lez. 2.1 - 155 2008 Andamento dei prezzi del greggio Prezzo del greggio Luglio - raggiunge la cifra record di 148 $/b Agosto - si attesta sui 120 $/b Settembre - prima met - scende sotto i 100 $/b - crollano le richieste di forniture di greggio

Settembre - seconda met - scende sotto i 90 $/b - prospettive di recessione - crisi dei mutui - fallisce la banca daffari americana Lheman Brothers Ottobre - scende a 62 $/b (*) Dicembre - si attesta sui 45 $/b (*) i paesi produttori riducono la produzione di greggio di un milione e mezzo di barili al giorno R. Boni Lez. 2.1 - 156 2009 - 2011 - Andamento prezzi del greggio Periodo

Prezzo del greggio $/b (circa) 2009 marzo 50 2009 giugno 70 2009 ottobre 2009 dicembre 79 71 2010 giugno 77

2010 dicembre 92 2011 marzo 100 R. Boni Lez. 2.1 - 157 Ombre sul futuro Crisi attuale strutturale - diversa dagli shock petroliferi degli anni 70 - una crisi da domanda (crescente fabbisogno di energia di Cina e India) - il forte sviluppo economico richieder sempre pi energia - prima o poi il petrolio non baster pi

Prospettive recessione mondiale o sviluppo di energie alternative (nucleare, vento, sole, idrogeno, che costano pi del petrolio) Lenergia costa la Grande Era del Petrolio lo aveva fatto dimenticare R. Boni Lez. 2.1 - 158 Fonti alternative al petrolio Carburanti biologici Energia Eolica Pannelli solari Solare Termodinamico Energia nucleare R. Boni

Lez. 2.1 - 159 Carburanti biologici biodiesel Carburante biologico per i motori diese - Si ottiene lavorando gli oli di semi di colza o di girasole etanolo Carburante biologico per i motori alimentati a benzina - Si ricava dalla fermentazione degli zuccheri presenti in coltivazioni naturali come uva, patate, mais e barbabietole - LItalia proprietaria della tecnologia per utilizzare le vinacce da etanolo, ma attualmente le manda al macero senza sfruttarle

Sono sottoposti all IVA ma non alle accise R. Boni Lez. 2.1 - 160 Possibili risparmi Ipotesi: - miscela di benzina con etanolo e di gasolio con biodiesel al 25 % fabbisogno di petrolio diminuirebbe del 25 % Calcolo della riduzione dei costi di acquisto del greggio Importazione da parte dellItalia - due milioni di barili di greggio al giorno (dati 2004) Costo di un barile di greggio - circa 80 $ al barile (arrotondamento dati ottobre 2009) (2.000.000 x 80 x 365) 53,4 miliardi $ di bolletta petrolifera in un anno Riduzione del 25 % taglio di 14,6 miliardi di $

R. Boni Lez. 2.1 - 161 Energia Eolica In Italia vengono prodotti 1.400 megawatt - in Germania 17.000 Nel mondo industria eolica - da 2.500 (1992) a 40.000 (2004) megawatt Lapproccio di Fiuminata (Provincia di Macerata - Marche) - costruite 11 pale a vento sul monte Ferro Rotondo per 10 megawatt (evitano lemissione di 22.000 tonnellate di anidride carbonica lanno - danno elettricit a 65.000 persone) Le Marche progettano di realizzare 160 megawatt di eolico garantendo il controllo dellimpatto ambientale e paesistico (Dati 2005) R. Boni

Lez. 2.1 - 162 Energia Eolica - 2011 Crescita dellenergia eolica del 18% grazie alleolico offshore (Fonte: Rapporto dellagenzia Make Consulting) Imprevista, ma significativa verifica degli impianti eolici giapponesi con il terremoto e lo tsunami dell11 marzo 2011 - lindustria eolica giapponese ha evitato il black-out totale del Paese R. Boni Lez. 2.1 - 163 Pannelli solari

Situazione impianti 2005 In Italia sono stati installati circa 500.000 mq di pannelli solari In Germania ne sono stati installati 5.000.000 di mq Situazione impianti 2009 in Italia 54% nel Nord 19% nel Centro 27% nel Sud R. Boni Lez. 2.1 - 164 Pannelli solari Ricerche e studi 2008 Pannelli solari sottili come specchi installati nel deserto del Sahara, su una superficie pari alla Lombardia, fornirebbero energia sufficiente a tutta lEuropa

- Problemi allo studio: trasporto cavi superconduttori Fonte: Cinzia Sasso - la Repubblica - 12agosto 2008 R. Boni Lez. 2.1 - 165 Rubbia e il Solare Termodinamico Rubbia: Ho fatto vedere che effettivamente Archimede aveva ragione, le navi romane, se avesse voluto, le avrebbe bruciate, e questo il primo passo di uno sviluppo tecnologico che ha pi di 2000 anni. In realt questa storia di utilizzare il sole per concentrare la luce un esercizio che gi i ragazzini fanno, quando prendono una lente e cercano di accendere con questa una fiamma. E una

evidenza assolutamente ovvia che si conosce da migliaia di anni. Agor Magazine - Giugno 2007 R. Boni Lez. 2.1 - 166 Solare Termodinamico 2010 - Realizzazioni: Siviglia - possiede la pi grande centrale a energia solare dEuropa 600 specchi riflettono la luce del sole verso un serbatoio, ne riscaldano lacqua a 550 C il vapore attiva la turbina che produce elettricit poi, raffreddandosi diventa acqua e torna nel serbatoio Algeria - ha costruito un enorme impianto che combina energia

solare e gas naturale Libia - ha costruito a Tripoli un impianto solare termodinamico progettato dallENEA sotto la guida del Nobel Carlo Rubbia Limpianto alimenta un dissalatore dacqua R. Boni Lez. 2.1 - 167 Riduzione delle emissioni di CO2 Ottobre 2008 Obiettivo europeo - Riduzione delle emissioni di CO2 nellatmosfera Dimas, Commissario europeo allAmbiente - stime europee dei costi delloperazione: circa lo 0,66 % del PIL Governo italiano

- Ha chiesto di fermare per un anno lapplicazione del pacchetto UE per verificare la sostenibilit dei costi per i Paesi manifatturieri R. Boni Lez. 2.1 - 168 European Commissions Institute for Energy Il piano dellEuropean Commissions Institute for Energy prevede Una rete energetica unica che, nel 2050 - collegher Africa ed Europa, centrali a energia solare concentrata a energia solare fotovoltaica eoliche geotermiche idroelettriche

a biomasse - fornir 100 GW di potenza R. Boni Lez. 2.1 - 169 Energia Nucleare Aspetto positivo l'uranio non emette anidride carbonica nellatmosfera. Aspetti negativi Per avviare una Centrale Nucleare occorrono parecchi anni Scorie Sicurezza - Three Mile Island - 28 marzo 1979 - Cernobyl - 26 aprile 1986 - Fukushima - 11 marzo 2011 R. Boni

Lez. 2.1 - 170 2.8. Globalizzazione dei mercati Prof. Romano Boni R. Boni Lez. 2.1 - 171 La globalizzazione Come percepita e cos

Il villaggio globale Una descrizione Una definizione Qualche esempio Caratteristiche essenziali Come prepararsi ad affrontarla R. Boni Lez. 2.1 - 172 Una descrizione Le antichissime industrie nazionali sono state e vengono, di giorno in giorno, soppiantate da industrie nuove, la cui introduzione diventa questione di vita o di morte per tante nazioni civili. Industrie che non lavorano pi materie prime del

luogo, ma delle zone pi remote, ed i cui prodotti non vengono consumati solo nel paese, ma in tutte le parti del mondo. R. Boni Lez. 2.1 - 173 La descrizione di Karl Marx e Friedrich Engels (Manifesto del Partito Comunista 1848) R. Boni Lez. 2.1 - 174 Una definizione Il

fenomeno della globalizzazione consiste, sostanzialmente, in una maggiore integrazione tra i paesi ed i popoli del mondo, determinata dallenorme riduzione dei costi dei trasporti e delle comunicazioni e dallabbattimento delle barriere artificiali alla circolazione internazionale di beni, servizi, capitali, conoscenza e, in minor misura, delle persone R. Boni Lez. 2.1 - 175 La definizione di Joseph E. Stiglitz Nobel per leconomia nel 2001

(La globalizzazione ed i suoi oppositori - Einaudi 2002) R. Boni Lez. 2.1 - 176 Qualche esempio Vai in qualsiasi posto del mondo e ci trovi la CocaCola o le Nike o le Marlboro Puoi comprare azioni in tutte le Borse del mondo, investendo in aziende di qualsiasi paese I monaci tibetani collegati a Internet Lauto costruita a pezzi, un po in Asia, un po in Europa e magari un po negli Stati Uniti Al computer puoi comprare tutto quel che vuoi on line

Dappertutto, nel mondo, hanno visto lultimo film di Spielberg o si vestono come Madonna o tirano a canestro come Michael Giordan R. Boni Lez. 2.1 - 177 Questi esempi sono stati raccolti da Alessandro Baricco Scrittore (Autore di Novecento da cui stato tratto il film di Tornatore La leggenda del pianista sulloceano) (Next - Feltrinelli 2002) R. Boni Lez. 2.1 - 178

Questi esempi sono veri? Solo in minima parte Alessandro Baricco conclude che le propensioni fantastiche : - sono sospette - hanno un unico obiettivo DARE AL DENARO IL PI AMPIO TERRENO DI GIOCO R. Boni Lez. 2.1 - 179 Globalizzazione - Cenni storici La globalizzazione il risultato di un processo sia culturale che economico, che si sviluppato in fasi:

I fase: allargamento progressivo dei confini culturali e commerciali del mondo (dalla Grecia allAustralia) II fase: la globalizzazione moderna III fase: La globalizzazione attuale R. Boni Lez. 2.1 - 180 I Fase

Conquiste di Alessandro Magno (IV sec. a.C.) Geografi di Alessandria dEgitto (II sec. a.C.) Impero romano (I sec. a.C. V sec. d.C.) Marco Polo Il Milione (XIII sec.) C. Colombo - 1492 Scoperta dellAmerica XVI sec. Vasco de Gama - Magellano - Vespucci XVIII sec. Macchine a vapore - Rivoluzione industriale XVIII sec. Scoperta dellAustralia R. Boni Lez. 2.1 - 181 II Fase XIX sec. Enorme sviluppo delle ferrovie e della navigazione a vapore Telegrafo Sviluppo delle Borse

XX sec. Aviazione. Il primo uomo sulla Luna (1969). Grande sviluppo informatica, delle scienze: energia nucleare, telecomunicazioni, Internet, medicina, biologia (DNA), ecc. R. Boni Lez. 2.1 - 182

III Fase - La globalizzazione attuale una nuova ondata caratterizzata da: - mercato finanziario globale - spostamento delle fabbriche - grande sviluppo del sapere R. Boni Lez. 2.1 - 183 La globalizzazione attuale rivoluzione basata sullunione del computing con le telecomunicazioni e la TV

la lotta per il futuro limpatto sulle aziende e sulla vita sociale R. Boni Lez. 2.1 - 184 Conseguenze concorrenza globale innovazione e cambiamento quale territorio? nazione o mondo migrazione delle industrie nazioni senza ricchezze e ricchezze senza nazioni R. Boni Lez. 2.1 - 185

Posizione dellItalia concorrenza dai paesi a basso costo concorrenza dai paesi ad alta ricerca e tecnologia via gli strumenti di protezione destatalizzazione imprenditorialit diffusa R. Boni Lez. 2.1 - 186 Come prepararsi ad affrontarla Prepararsi ad: essere cittadini del mondo imparando due o tre lingue apprendere in continuazione assumere una mentalit aperta al cambiamento

avere dei principi, degli ancoraggi sicuri; punti fermi a cui riferirsi in tempi in cui tutto cambia rapidamente per interpretare i mutamenti come opportunit e non subirli R. Boni Lez. 2.1 - 187 Mentalit aperta al cambiamento Assumere una mentalit aperta al cambiamento significa anche acquisire consapevolezza del proprio ruolo nel processo di cambiamento della propria responsabilit nello scegliere tra: - rispetto degli individui, della loro dignit e dei loro diritti - accettazione passiva dellidea di globalizzazione usata come scusa per annullare conquiste sociali costate

secoli di dure lotte R. Boni Lez. 2.1 - 188 Globalizzazione e politiche economiche Aspetti positivi della globalizzazione: - eliminazione delle barriere al libero commercio - maggiore integrazione tra le diverse economie Necessit di politiche economiche adeguate per: - valorizzare aspetti positivi - evitare possibili disastri R. Boni Lez. 2.1 - 189

Quali disastri? Crisi economiche gravi a partire dal 1997 Aumento della miseria in molti paesi Sconvolgimenti sociali e rivolte popolari Reazione: Nascita dei movimenti No Global R. Boni Lez. 2.1 - 190 Chi doveva evitarli? Gli organismi internazionali messi a punto con questo specifico obiettivo: FMI

Banca Mondiale WTO R. Boni Lez. 2.1 - 191 FMI Fondo Monetario Internazionale Presidente: europeo 1944 luglio Bretton Woods (New Hampshire USA) Nasce per evitare crisi economiche mondiali tipo Grande depressione degli anni trenta Negli anni ottanta: Sotto linflusso di R. Reagan e di M. Tatcher abbraccia lideologia del libero mercato

R. Boni Lez. 2.1 - 192 Banca Mondiale Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo Presidente: americano 1944 luglio Bretton Woods (New Hampshire USA) Nasce con lobiettivo di: - finanziare la ricostruzione dellEuropa - cooperare con lFMI per evitare depressioni economiche R. Boni Lez. 2.1 - 193 FMI e BM

Nascono con il: Presupposto che: - i mercati funzionano male Convincimento che: - occorre esercitare una pressione internazionale sugli stati perch adottino politiche economiche pi espansive, aumentando, per esempio, la spesa pubblica, riducendo le imposte oppure abbassando i tassi dinteresse per stimolare leconomia (orientamento keynesiano) R. Boni Lez. 2.1 - 194 WTO World Trade Organization

Il WTO, accordo sul libero commercio mondiale, stato stipulato a Marrakech, in Marocco, il 15 aprile 1994 Non stabilisce regole Fornisce una tribuna per lo svolgimento dei negoziati commerciali Assicura che gli accordi vengano rispettati R. Boni Lez. 2.1 - 195 World Trade Organization Sostituisce il GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) precedente sistema di accordi commerciali - eliminandone gradualit e misure di controllo - innescando la creazione di enormi squilibri economici e

sociali La Cina diventata membro del WTO l11 dicembre 2001 R. Boni Lez. 2.1 - 196 Il Washington Consensus Con questo termine si indica: lidentit di vedute tra lFMI, la Banca Mondiale ed il Tesoro degli Stati Uniti dAmerica sulle politiche giuste da adottare per i paesi in via di sviluppo, che devono accettarle senza discutere R. Boni Lez. 2.1 - 197

La politica dellFMI Prescrivere, senza tener conto della realt dei paesi, soluzioni standard che prevedono: Apertura delle frontiere dei paesi in via di sviluppo alle merci di importazione Liberalizzazione del commercio senza reti di sicurezza per i lavoratori in esubero Liberalizzazione dei mercati finanziari e dei capitali Adozione di politiche monetarie rigide Imposizione di condizioni a fronte dei prestiti R. Boni Lez. 2.1 - 198

2.9. La crisi asiatica del 1997 Prof. Romano Boni R. Boni Lez. 2.1 - 199 Sistemi Integrati Sistema economico - descritto e misurato dal PIL Sistema valutario - riguarda i rapporti di cambio

Sistema finanziario - sistema bancario Sistema politico - Stato e struttura Sistema sociale - societ e componenti Principio fondamentale Questi sistemi si intrecciano tra loro e si influenzano reciprocamente NB Il fattore umano Le trasformazioni non sono reversibili (Principio di Entropia) R. Boni Lez. 2.1 - 200 Macroeconomia

tratta i pi importanti aspetti e problemi economici del nostro tempo si occupa dei Sistemi integrati - economico, valutario, finanziario, politico e sociale studia il comportamento del sistema economico nel suo complesso - i periodi di espansione e di recessione, la produzione complessiva di beni e servizi, la crescita del prodotto, i tassi di inflazione e disoccupazione, la bilancia dei pagamenti, i tassi di cambio analizza i comportamenti economici e le politiche che influiscono su - consumi e investimenti, bilancia commerciale e tassi di cambio, variazione dei prezzi e dei salari R. Boni Lez. 2.1 - 201 Macroeconomia - I tre modelli base Ogni modello si presta a studiare un diverso orizzonte

temporale Lungo periodo - Capacit produttiva dipende dallofferta aggregata Prezzi dipendono da rapporto tra domanda e offerta (aggregate) Medio periodo - Capacit produttiva fissa. Fluttuazioni della domanda aggregata determinano prezzi e inflazione Breve periodo - Fluttuazioni della domanda aggregata determinano ammontare produzione e tasso di disoccupazione R. Boni Lez. 2.1 - 202 Teoria quantitativa della moneta

mette in relazione il tasso di crescita della moneta (m) la variazione percentuale della sua velocit di circolazione (v) il tasso dinflazione (i) il tasso di crescita del prodotto (p) attraverso lequazione m+v=i+p da cui, isolando linflazione (i) si ottiene R. Boni

i=mp+v Lez. 2.1 - 203 Modelli Economici Istituzioni e Sistemi Modelli economici semplificati Istituzioni e Sistemi giuridici e normativi - Lapproccio dei neoliberisti - Lapproccio dei gradualisti R. Boni Lez. 2.1 - 204 Modelli economici semplificati Sono alla base dellideologia del libero mercato Prevedono tre ingredienti essenziali:

Prezzi, propriet privata e profitti + concorrenza Tengono in scarsissima considerazione le dinamiche di cambiamento Postulano una concorrenza e uninformazione perfette. Si rifanno ad A. Smith ( La ricchezza delle nazioni 1776) R. Boni Lez. 2.1 - 205 Principali critiche ai modelli economici Funzionamento imperfetto dei mercati (non esiste una concorrenza perfetta) Asimmetria delle informazioni (macroscopiche quelle tra le parti) Mancato riconoscimento dellimportanza delle Istituzioni e dei sistemi di riferimento giuridici e normativi

Grenwald e Stiglitz - Non c equilibrio competitivo se informazione e mercati sono imperfetti R. Boni Lez. 2.1 - 206 2006 - Le critiche di Samuelson Paul Samuelson (Nobel per lEconomia 1970) critica indirettamente i Modelli economici semplificati e sostiene il controllo dei mercati e il protezionismo (come List nel XIX secolo) dicendo che: la teoria dei vantaggi comparati del libero mercato di Ricardo non regge ad una analisi dinamica non ineluttabile esportare servizi in paesi dove costano meno se questa scelta fa perdere posti di lavoro nel paese che li esporta

R. Boni Lez. 2.1 - 207 XIX secolo - Friedrich List Friedrich List (1789 - 1846), economista e profeta della industrializzazione tedesca sosteneva il protezionismo della Germania contro lavanzata delle merci inglesi, affermando che se i tedeschi non fossero stati difesi avrebbero esportato solo: orologi a cuc professori di filologia classica List affermava anche che la corsa alla crescita economica e politica della Germania era legittima purch non si contrapponesse al superiore obiettivo dellumanit, cio una "futura confederazione universale"

R. Boni Lez. 2.1 - 208 Istituzioni e Sistemi Giuridici e Normativi Nelle nazioni con economie di mercato mature sono stati messi a punto in un secolo e mezzo per garantire che: I contratti vengano rispettati Le vertenze commerciali siano risolte La concorrenza sia salvaguardata Le banche siano in grado di restituire i depositi ricevuti Sono la risposta ai problemi creati dal Capitalismo di mercato

che operava libero da ogni vincolo, tipo: Fallimenti di banche Raggiri di azionisti R. Boni Lez. 2.1 - 209 Lapproccio dei gradualisti I gradualisti sostengono che: La transizione alleconomia di mercato deve essere preceduta da creazione di strutture minime indispensabili al suo funzionamento Molti paesi industrializzati hanno costruito con successo le loro economie proteggendo saggiamente e in maniera selettiva alcuni settori industriali finch non sono diventati

abbastanza forti per competere sul mercato Un programma economico, per riuscire, deve prestare la massima attenzione alla realizzazione delle riforme sequenza R. Boni e ai tempi di Lez. 2.1 - 210

La crisi del Sud Est asiatico La crisi asiatica del 1997 stata la pi grande crisi economica dai tempi della Grande depressione del 1929 Ha travolto Tailandia, Indonesia, Corea del Sud, Singapore e Hong Kong, conosciute come le Tigri asiatiche perch avevano avuto uno sviluppo ininterrotto negli ultimi 20 anni Ha investito la Nigeria, lAmerica latina e la Russia R. Boni Lez. 2.1 - 211

Le tigri asiatiche: INDONESIA PIL Crescita PIL pro capite (un esempio) 195 M $ (1/4 dellItalia) + 6-8 % annuo da 500 $ a 3.700 $ in 20 anni (fino al 1997) - Agricoltura - Industria - Servizi da 30 % a 17 % da 33 % a 40 %

da 36 % a 42 % R. Boni Lez. 2.1 - 212 La crisi delle Tigri 2 luglio 1997 Effetto domino Crescita tumultuosa Indebitamento estero a breve Problemi istituzionali R. Boni Lez. 2.1 - 213 Linizio della crisi La crisi inizia in Tailandia il 2 luglio 1997 con il crollo

del bath, nonostante il governo abbia bruciato tutte le riserve in $ e lFMI abbia cercato di sostenerlo LFMI ha prestato : 18 miliardi di $ alla Tailandia 43 miliardi di $ allIndonesia 58 miliardi di $ alla Corea del Sud R. Boni Lez. 2.1 - 214 Lespansione della crisi Con effetto domino la crisi si espande a tutte le tigri asiatiche, le cui monete sono legate al dollaro

In Indonesia cade la dittatura di Suharto In Corea del Sud il leader dellopposizione passa dalla galera a fare il capo del governo R. Boni Lez. 2.1 - 215 1997 - Le scelte della Corea del Sud e della Malaysia La Corea del Sud ignorando i consigli esterni ricapitalizza le sue due banche principali - due modi per aumentare il rapporto tra capitali e prestiti aumentare il capitale ridurre i prestiti - la Corea del Sud sceglie la prima strada

- supera la crisi in modo relativamente rapido In Corea e in Malaysia, per il ruolo attivo avuto nella gestione della crisi, la ristrutturazione finanziaria della maggior parte delle aziende stata completata nel giro di soli due anni R. Boni Lez. 2.1 - 216 Il fondo monetario asiatico 1997 - il Giappone offre 100 miliardi di dollari per - contribuire alla creazione di un fondo monetario asiatico - finanziare azioni di stimolo necessarie per la regione Il Tesoro degli Stati Uniti e lFMI - fanno di tutto per sopprimere liniziativa

- lidea viene abbandonata 2000 - i paesi dellEst asiatico si riuniscono e creano una versione pi modesta del fondo, denominato Iniziativa Chang Mai (dalla citt tailandese in cui stata lanciata) R. Boni Lez. 2.1 - 217 La crisi delle Tigri I punti di vista dei - Neoliberisti - Gradualisti R. Boni Lez. 2.1 - 218 Le cause della crisi delle Tigri (neoliberisti)

Corruzione Trasparenza mercato finanziario Mancano giudici Legami politici finanza Indebitamento estero a breve R. Boni Lez. 2.1 - 219 Effetti della crisi e ripresa (neoliberisti)

Caduta delle dittature Nuove classi medie Societ civile Nuove regole imposte da FMI 2000 Inizia la Ripresa Hong Kong PIL Indonesia Tailandia Corea Singapore R. Boni + 8,5% + + +

+ 3,5% 3,5% 8,3% 8,0% Lez. 2.1 - 220 Le cause della crisi delle Tigri (gradualisti) Condizioni imposte dallFMI - Fino al 1997 Aumento dei tassi dinteresse Tagli della spesa pubblica Aumenti delle imposte Condizioni imposte dallFMI - Dopo il 1997 (nonostante le gravissime conseguenze sociali ed economiche) Politiche di contrazione

Riduzione del disavanzo della bilancia commerciale R. Boni Lez. 2.1 - 221 Condizioni imposte dallFMI (gradualisti) Principali conseguenze sociali ed economiche Distruzione sistematica di posti di lavoro Tassi di interesse a livelli tali da impedire il ricorso ai finanziamenti necessari per creare posti di lavoro Chi ha perso il lavoro sprofondato nella povert Chi non lo ha perso stato colpito da forte insicurezza

R. Boni Lez. 2.1 - 222 Condizioni imposte dallFMI (gradualisti) Altre conseguenze negative Rinuncia dei paesi a gran parte della loro sovranit economica, con rischi per la democrazia Diminuzione degli investimenti (anticamera della recessione)

e dei consumi Drastica riduzione del gettito fiscale Squilibri di bilancio Riduzione delle importazioni da parte dei paesi in crisi Diffusione della stasi congiunturale da un paese allaltro Innesco di una forte recessione esportata in tutto il mondo (effetto domino) R. Boni Lez. 2.1 - 223 Tigri asiatiche La ripresa

2005 - Nazioni leader nella ripresa della crescita economica - Indonesia + 11,93 % - Corea + 11,83 % - Filippine + 9,30 % (new entry) (Fonte: Sole 24 ore del 16-06-2005 Finanza e Mercati)

R. Boni Lez. 2.1 - 224 1997 - La crisi della Nigeria e del Brasile Cause: riduzione delle importazioni da parte dei paesi in crisi paura degli investitori esteri e tagli dei finanziamenti (nel caso del Brasile) Conseguenze: Crollo dei prezzi delle materie prime Crisi finanziaria R. Boni Lez. 2.1 - 225

Il Brasile Legame con il $ Fuga di capitali Export in difficolt Aumento tassi e tasse Recessione R. Boni Lez. 2.1 - 226 La crisi dellArgentina

scoppiata nel 2001 a la riprova del fallimento dellFMI lFMI aveva ridotto linflazione agganciando il peso al $ Questa misura, inizialmente positiva, nel lungo termine si rivelata deleteria in quanto ha: - impedito svalutazioni controllate per favorire le esportazioni - facilitato tensioni speculative crollo del peso R. Boni Lez. 2.1 - 227 La Russia

Caduta del muro - 1989 Crollo del modello Libero mercato Chi intraprende I boiardi R. Boni Lez. 2.1 - 228 La Russia 1997 1999 PIL 392 M $

Crescita PIL pro capite +3% - Agricoltura - Industria - Servizi M = Miliardi 180 M $ -4% 5.000 $ 1280 $ da 12 %

a 7% da 50 % a 37 % da 38 % a 56 % (Dati 1999) R. Boni Lez. 2.1 - 229 La crisi russa 1989 Caduta del muro di Berlino Avvio del processo di transizione dal comunismo alleconomia di mercato

Errore fondamentale Mancato riconoscimento della centralit del problema della trasformazione delle strutture sociali e politiche del paese R. Boni Lez. 2.1 - 230 Realt economica dellUnione Sovietica (1989) nelle campagne e nelle fabbriche non ci si doveva preoccupare n di procurarsi i mezzi per produrre n di vendere i prodotti - pensava a tutto lo Stato la disoccupazione non esisteva - non si poneva un problema di sussidi

i lavoratori passavano tutta la vita lavorativa nella stessa azienda - mancava un mercato del lavoro non cerano case per i lavoratori per passare da unazienda allaltra - mancava un mercato immobiliare lo Stato - determinava i prezzi in base a criteri politici - impegnava una quota enorme del PIL per le spese militari - aveva la propriet di tutte le risorse produttive e naturali R. Boni Lez. 2.1 - 231 La crisi russa e i fondamentalisti del mercato

Errori commessi nel cercare scorciatoie per il capitalismo Liberalizzazione affrettata dei prezzi Rialzo eccessivo dei tassi dinteresse, da parte del governo Eltsin e dellFMI, per contenere linflazione Rigidit delle politiche monetarie Mancanza di regole e di meccanismi di controllo Privatizzazioni effettuate tenendo in scarso conto la concorrenza R. Boni Lez. 2.1 - 232 Conseguenze eclatanti La privatizzazione ha favorito la cessione delle aziende

di stato ai loro ex dirigenti La mancanza di leggi e di controlli ha favorito la spoliazione delle aziende Programma prestiti in cambio di azioni (in pratica una finta vendita delle aziende di stato) Questi abusi hanno minato la fiducia dei russi nei governi, nella democrazia e nelle riforme R. Boni Lez. 2.1 - 233 Il caso dellIndia e della Cina Questi due paesi, contrariamente alle indicazioni dellFMI, avevano introdotto

movimento dei capitali attenti controlli sul In tal modo hanno evitato la crisi di origine speculativa del 1997 che aveva investito gli altri paesi dellarea Nel 2002 il PIL della Cina ha superato quello dellItalia e nel 2003 quello della Francia Nel 2008 lIstituto Statistico USA Global Insight ha valutato che il PIL della Cina, nel 2009, superer quello degli Stati Uniti R. Boni

Lez. 2.1 - 234 Il sorpasso annunciato della Cina 2008 - Sondaggio del Boston Consulting Group - la maggioranza degli americani convinta che il sorpasso della Cina sugli USA sia gi avvenuto da tempo perch i giornali USA evidenziano - chiusure di fabbriche e licenziamenti di massa - non arrivo di multinazionali straniere, anche cinesi, che investono e assumono i beni con etichette made in China si notano in tutti gli ipermercati Wal-Mart i prodotti USA nei settori tecnologicamente avanzati (aerospaziale, biomedico, robotica, ecc.) sono meno visibili ai consumatori R. Boni

Lez. 2.1 - 235 Il sorpasso della Cina sul Giappone 2010 - Il PIL della Cina ha superato quello del Giappone Non ha ancora superato quello degli USA, contrariamente alle previsioni dellIstituto Statistico Global Insight (2008) Nota La Cina possiede la maggior parte del debito pubblico USA R. Boni Lez. 2.1 - 236 Breve storia economica della Cina

1830 - la Cina, con il 30 % del PIL mondiale, era prima nella classifica della ricchezza delle nazioni (da oltre cinque secoli) Dallinizio della prima guerra delloppio (1839 - 1842) in poi il crollo cinese fu velocissimo 1840 - la Gran Bretagna effettuava il sorpasso diventando la prima potenza industriale dellottocento XX secolo - gli USA hanno sottratto il primato allInghilterra, ma senza mai raggiungere il record cinese del 1830 2010 - dopo 180 anni, la Cina sta per riprendere il primato perduto di centralit asiatica, che aveva detenuto per secoli R. Boni Lez. 2.1 - 237

Prospettive nei rapporti con la Cina Un nuovo benessere sta gradualmente raggiungendo - pi di un miliardo di cinesi - altri due miliardi di asiatici Ci crea nuovi mercati per le imprese se - sapranno cogliere la sfida dellinnovazione - riusciranno a pretendere prezzi alti con leccellenza e la qualit dei propri prodotti - rimarranno ugualmente competitivi sul mercato investendo in ricerche davanguardia R. Boni Lez. 2.1 - 238 2.10. Scandali globali americani

Prof. Romano Boni R. Boni Lez. 2.1 - 239 Scandali globali americani Il caso della Long Term Capital Investments Gli scandali Enron e Worldcom La scomparsa della Arthur Andersen La risposta americana: Sarbanes-Oxley Act R. Boni Lez. 2.1 - 240 Il caso Long Term Investments

Societ fondata da John Merriwether e da due professori Ha raccolto risparmi per 100 miliardi $ Attivit iniziale come Hedge fund Poi entrata nel mercato dei derivati Ha puntato sui mercati asiatici e sul mercato russo 1998 agosto - dopo mesi di rovesci in Asia crolla la Russia I risparmiatori cercano di ritirare i loro fondi 1998 settembre - non ci sono soldi in cassa - scoppia il caso La Federal Reserve, banca centrale USA, salva la Long Term Investments per non creare drammi sul mercato

internazionale R. Boni Lez. 2.1 - 241 Hedge fund e Derivati Hedge fund - Fondo di copertura assicurativa contro perdite valutarie dovute ad oscillazioni dei cambi Strumento derivato - Titolo il cui valore basato sul valore di mercato di altri beni (azioni, indici, valute, tassi, ecc.) - Esistono derivati per ogni esigenza e basati su qualsiasi variabile, perfino la quantit di neve caduta in una determinata zona - Utilizzi principali: speculazione, copertura (detta hedging) - Attivit sottostanti: sono le variabili alla base dei titoli

derivati e possono essere: azioni, obbligazioni, indici o altri derivati R. Boni Lez. 2.1 - 242 Lo scandalo Enron 1985 - Enron nasce dalla fusione di Houston Natural Gas e Internorth - Diventa uno dei maggiori gruppi energetici degli Stati Uniti 2001 autunno - Enron riduce il capitale di 1,2 miliardi $ - Direttore Finanziario Andrew Fastow viene licenziato - Dichiara perdite per 586 milioni $ - Inchiesta SEC 2002 gennaio - Dipartimento di giustizia apre uninchiesta penale - Amministratore Delegato Kenneth Lay si dimette R. Boni

Lez. 2.1 - 243 Lo scandalo Worldcom Worldcom - Una delle maggiori compagnie telefoniche - Inizio attivit nel 1970 con sede nel Mississippi - 2^ negli USA dopo AT&T (telefonia a lunga distanza) - Presente in 65 paesi - 85.000 dipendenti 2001 - Il bilancio era in perdita ma esibiva un utile netto 2002 giugno - Ammette frode contabile di $ 3,8 miliardi - Direttore finanziario, Scott Sullivan e vice presidente David Myers immediatamente licenziati R. Boni Lez. 2.1 - 244 Il costo dei fallimenti Enron e Worldcom

2001 - Enron - Fallimento da $ 63,4 miliardi 2002 Worldcom - Fallimento da $ 107 miliardi R. Boni Lez. 2.1 - 245 La risposta americana: Sarbanes-Oxley Act Firmato da Gorge Bush il 30 luglio 2002 Aggrava le responsabilit e le pene per i responsabili delle aziende per il reato di falso in bilancio R. Boni Lez. 2.1 - 246

S-O Act - Condanne Enron 2002 ottobre - A. Fastow viene imputato di 78 capi daccusa 2003 settembre - Glisan (ex tesoriere) viene condannato a 5 anni 2004 - A. Fastow viene condannato a 10 anni - Kenneth Lay si consegna allFBI 2006 luglio Processo di Kenneth Lay (amico di George W. Bush) - riconosciuto colpevole di bancarotta viene condannato a 24 anni - muore dinfarto R. Boni Lez. 2.1 - 247 S-O Act - Altre condanne Condannati in base al S-O Act

Worldcom (2005) - Bernard Ebber, Chief Executive Officer - 25 anni Adelphia (Societ telefonica) - (2005) - John Rigas, presidente - 15 anni - Timothy Rigas, suo figlio - 20 anni Tyco (Settembre 2005) - condannati a 25 anni + risarcimento danni di 134 milioni $ Tennis Kozlowski (ex presidente) + multa 70 milioni $ Mark Swartz (ex vicepresidente) + multa 35 milioni $ R. Boni Lez. 2.1 - 248 La scomparsa dellArthur Andersen Risultati delle inchieste - Bilanci Enron e Worldcom gonfiati con la complicit della - societ di revisione Arthur Andersen & Co.

Come? inserendo come poste attive guadagni presunti mascherando perdite effettive 2002 ottobre - 500 mila $ di multa ad Arthur Andersen & Co. per aver distrutto documenti compromettenti (circa una tonnellata) La societ di revisione AA&Co. stata costretta a chiudere R. Boni Lez. 2.1 - 249 2.11. Scandali globali italiani Prof. Romano Boni

R. Boni Lez. 2.1 - 250 Scandali globali italiani CirioDe Rica e Parmalat Agli inizi degli anni 2000 emergevano nel nuovo mercato globale Il loro fallimento ha - avuto grande impatto su opinione pubblica italiana per rilevanza delle dimensioni impatto economico e finanziario - evidenziato pericolose falle nei sistemi di controllo connivenze e finanziamenti occulti di politici al vaglio della magistratura

R. Boni Lez. 2.1 - 251 Cirio-De Rica 1856 Francesco Cirio fonda la societ Cirio a Torino 1875 la Cirio la prima industria conserviera italiana 1891 lazienda fallisce

1894 il fondatore non si arrende e riparte da Napoli 1900 F. Cirio muore, entrano nuovi soci e la societ si espande 1972 la SME acquisisce il controllo della societ 1993 lIRI vende la SME a pezzi 1994 Sergio Cragnotti acquista il gruppo Cirio-De Rica 2000 inizi - fatturato Cirio-De Rica sfiora i 5.000 miliardi di lire R. Boni Lez. 2.1 - 252 2002 - Il fallimento Cirio-De Rica 2000 - 2001 - politica aggressiva di acquisizioni di societ estere - Del Monte (fatturato: 1.600 miliardi di lire) sudafricana - Bompril (detergenza, fatturato: 800 miliardi di lire) brasiliana - Peixe (conserve alimentari) brasiliana - Centrale del latte di Roma (poi ceduta a Parmalat) 2002 espansione si interrompe - Sergio Cagnotti non in grado di restituire obbligazioni per 150 milioni di euro - il gruppo fallisce

entrano i commissari che ne curano la gestione e la vendita 2004 fine di settembre - Cirio e De Rica sono acquistati (155 milioni di euro) da Conserve Mediterraneo, controllata al 51 % da Conserve Italia, colosso della cooperazione bianca emiliana R. Boni Lez. 2.1 - 253 2007 - Cirio-De Rica Sviluppi giudiziari 25 Settembre 2007 Il GUP * di Roma decide di - Rinviare a giudizio Cragnotti, Geronzi e Fiorani 35 imputati una societ di revisione

- Prosciogliere gli ex manager di San Paolo - IMI * Giudice per lUdienza Preliminare R. Boni Lez. 2.1 - 254 2008 - Cirio-De Rica Il processo 12 febbraio 2008 Il Tribunale Civile di Roma condanna in solido Sergio Cragnotti e Capitalia a risarcire 300 milioni al Gruppo Cirio come risarcimento per la cessione di Eurolat a Parmalat

14 marzo 2008 Inizia il processo CirioDe Rica R. Boni Lez. 2.1 - 255 Lo scandalo Parmalat 19 dicembre 2003 - Bank of America nega di custodire 4 miliardi di $ del gruppo - Scoppia lo scandalo 23 dicembre 2003 - Ministero delle Attivit Produttive nomina commissario straordinario Enrico Bondi 27 dicembre 2003 - Calisto Tanzi viene arrestato a Milano 31 dicembre 2003 - Viene arrestato lAD Fausto Tonna

R. Boni Lez. 2.1 - 256 Processo Parmalat 28 settembre 2005 Comincia a Milano il processo a Calisto Tanzi e ad altri 18 imputati per i reati di aggiotaggio e false comunicazioni al mercato Aggiotaggio - Delitto commesso da chi divulga notizie false o tendenziose o usa altri mezzi al fine di causare una variazione dei prezzi delle merci o dei valori quotati in borsa, in modo da turbare landamento delle attivit commerciali e trarne illeciti profitti (Fonte: Dizionario Garzanti - 1987)

R. Boni Lez. 2.1 - 257 Parmalat Sviluppi Maggio 2007 Parmalat cresce di nuovo in termini di utili e di ricavi grazie ad Enrico Bondi. La sua posizione finanziaria netta tornata in utile per 87,4 milioni (trimestrale di bilancio al 31-03-2007) Il titolo azionario ha raggiunto 3,3 da 2 di fine 2005 I cittadini si sono costituiti parte civile nel processo contro la Parmalat Ottobre 2008 Calisto Tanzi condannato a 10 anni e allinterdizione dai

pubblici uffici. Assolti i funzionari dalla Bank of America R. Boni Lez. 2.1 - 258 La risposta italiana - Falso in bilancio depenalizzato Leggi e D.L. proposti e approvati dal Governo Berlusconi (2001 06) Decreto delegato per la riforma del diritto societario (2001) depenalizza il reato di falso in bilancio per le societ non quotate in Borsa - 26 settembre 2005 - caso All Iberian chiuso perch il falso in bilancio non pi reato per una societ non quotata Leggi che hanno ridotto i termini di prescrizione di gravi reati (es. corruzione di magistrati)

- caso SME - Consolidato Fininvest - Procedimenti penali per i reati di corruzione chiusi per decorrenza dei termini R. Boni Lez. 2.1 - 259 Le conseguenze Perdita di credibilit dellItalia Gli scandali Cirio-De Rica e Parmalat hanno evidenziato la mancanza di - regole controlli attenzione da parte della politica informazione finanziaria comprensibile al cittadino LItalia agli ultimi posti per investimenti esteri

R. Boni Lez. 2.1 - 260 2.12. Reazioni alla globalizzazione Prof. Romano Boni R. Boni Lez. 2.1 - 261 Reazioni contro la globalizzazione Cenni storici Un documento No global ante litteram Le contestazioni (da Seattle a Cancun) Prospettive

R. Boni Lez. 2.1 - 262 Cenni storici XVIII sec. I gesuiti in Sud America levarono la loro voce in difesa degli Indios XIX sec. primi scritti no global modernamente intesi R. Boni Lez. 2.1 - 263 Un documento no global ante litteram

Io sono convinto che le strade di ferro, i telegrafi, le macchine, i miglioramenti dellindustria, tutto ci finalmente che sviluppa e facilita il commercio, da una legge fatale destinato ad impoverire le masse fino a che il riparto dei benefizi sia fatto dalla concorrenza. Tutti quei mezzi aumentano i prodotti, ma li accumulano in un piccolo numero di mani, dal che deriva che il tanto vantato progresso termina per non esser altro che decadenza. Se tali pretesi miglioramenti si considerano come un progresso, questo sar nel senso di aumentare la miseria del povero per spingerlo infallibilmente a una terribile rivoluzione, la quale, cambiando lordine sociale, metter a profitto di tutti ci che riesce a profitto di alcuni R. Boni Lez. 2.1 - 264 Il documento di

Carlo Pisacane un brano del suo Testamento politico scritto a Genova il 24 marzo 1857 prima di imbarcarsi per la spedizione di Sapri R. Boni Lez. 2.1 - 265 Le contestazioni 1999 Seattle (USA) 1^ contestazione contro il WTO 2001 Marzo Genova disordini contro il G8 (1^ vittima Carlo Giuliani) 2002 Novembre Firenze Social forum prospettive per la costruzione di un metodo di confronto

2003 Settembre Cancun (Messico) Fallimento del confronto tra Europa/America e paesi emergenti al vertice del WTO Suicidio del sindacalista coreano Lee R. Boni Lez. 2.1 - 266 Le denunce di Naomi Klein il suo bestseller No Logo (2002) bandiera dei no global racconta - gli aspetti pi subdoli della globalizzazione - la progressiva imposizione dei "marchi - la ribellione contro questo mondo di etichette Il suo nuovo libro Shock Economy (2007) - smonta il mito del trionfo pacifico e democratico delleconomia di mercato - solo uno shock causato dal terrorismo, da un cataclisma o dalla

guerra pu consentire al capitalismo di conquista di trasformare il politicamente impossibile in politicamente inevitabile R. Boni Lez. 2.1 - 267 La democrazia e le sue radici globali Saggio di Amartya Sen che, in unintervista concessa a Paolo Flores DArcais (11 marzo 2004) cos si esprime - La globalizzazione di per s non un problema - La globalizzazione in economia, nelle scienze, in matematica, nella musica qualcosa che arricchisce lumanit, un fatto assolutamente positivo - Il problema lineguaglianza nel partecipare alla globalizzazione

R. Boni Lez. 2.1 - 268 Let dellodio Sottotitolo Esportare democrazia e libero mercato genera conflitti etnici? La studiosa cinese Amy Chua in questo saggio mette in evidenza che: Libero mercato e democrazia, senza ridistribuzione della ricchezza (o stato sociale o welfare) sono incompatibili perch - il potere dei numeri (democrazia) mal si concilia con

- il potere della propriet (capitalismo) R. Boni Lez. 2.1 - 269 Lapproccio degli Stati Uniti Secondo Amy Chua Approccio degli Stati Uniti, negli ultimi anni - mescolare la forma pi cruda di capitalismo con la forma pi grezza di democrazia - esportare questa miscela nei paesi pi poveri, frustrati e disperati del mondo Se si aggiunge qualche minoranza economicamente dominante risulta che - linstabilit insita in questa forma primitiva di democrazia sar

aggravata allennesima potenza dalle forze dellodio etnico R. Boni Lez. 2.1 - 270 Un salto indietro nel tempo Giuseppe Mazzini nei Doveri delluomo scriveva: In questi ultimi cinquanta anni la produzione ha raddoppiato il commercio ha conquistato pi forza Perch il nuovo impulso comunicato allindustria e al commercio ha creato, non il benessere dei pi, ma il lusso di alcuni? (Londra il 23 aprile 1860) R. Boni

Lez. 2.1 - 271 La globalizzazione e lItalia Sono passati cento cinquanta anni Nel mercato globale ritroviamo lo stesso squilibrio tra il lusso di alcuni e la misera condizione dei pi In Italia - il 10 % della popolazione detiene il 50 % della ricchezza - ci sono pi di due milioni di disoccupati - i giovani sono costretti ad accettare lavori precari - il PIL reale stazionario da pi di 15 anni R. Boni Lez. 2.1 - 272

Il muro dellOccidente contro i poveri del mondo Le ondate migratorie, fenomeno drammatico del nuovo millennio: - mettono a nudo le tensioni della cultura liberale e democratica e, in particolare, due problemi di giustizia : distributiva politica Robet Goodin, studioso australiano ha scritto: - fino a quando i beni non circoleranno equamente, inevitabile che le persone vadano a cercarli dove si trovano quindi inutile e controproducente innalzare muri e creare barriere R. Boni

Lez. 2.1 - 273 Le responsabilit dellOccidente Lunica soluzione per i paesi del primo mondo : - adottare politiche globali di giustizia distributiva, altrimenti saranno la meta obbligata alla quale tenderanno i tanti disperati della terra LEuropa dovrebbe farsi promotrice di un progetto politico democratico basato su strategie di - giustizia distributiva a livello globale - integrazione politica a livello nazionale la strada obbligata per - difendere la qualit della nostra democrazia - acquisire lautorit morale per poterla diffondere R. Boni Lez. 2.1 - 274

2.13. La crisi dellOccidente 2008 Prof. Romano Boni R. Boni Lez. 2.1 - 275 Le ideologie del XX secolo Prima met - Ascesa e crollo del Fascismo e del Nazismo Seconda met - Crollo del Comunismo (1979 - 1989) - Crisi del Capitalismo (1997 - 2001 - 2007) R. Boni Lez. 2.1 - 276

1995 - Il fantasma della povert Si prevede che il fantasma della povert(*) arriver in Occidente perch: - lOccidente esporta ricchezza e importa povert - si muovono i capitali occidentali non gli operai - i salariati occidentali si trovano stretti tra salari orientali e costi occidentali cos la povert entra nella busta paga - gli occidentali non comprendono che (a) mondializzazione delleconomia, (b) crisi dello Stato sociale (Welfare State), (c) crisi della politica, sono anelli spezzati della stessa catena - non si pu competere con lAsia sulla forza lavoro - per lo sviluppo strategico linvestimento pubblico nel capitale umano e luso formativo dei network televisivi pubblici (*)

1995 Saggio politico di alcuni studiosi, tra cui Giulio Tremonti R. Boni Lez. 2.1 - 277 2008 - La paura e la speranza * Dal 2000-2001 PIL USA gonfiato da continue bolle - dalla new economy alla crescita dei valori immobiliari crisi finanziaria USA - parte dalla crisi dei mutui subprime bilancia commerciale USA squilibrata - dal 2000 al 2007 il debito pubblico USA salito da 5600 a 9000 miliardi di dollari Cina ne possiede quasi la met dipendenza finanziaria USA dallesterno accentuata dagli investimenti dei fondi sovrani nellindustria bancaria crisi ruota intorno al mercatismo - versione degenerata del liberismo

se il mondo unico, le politiche non possono essere diverse le regole non possono essere parziali. O sono generali o non sono * Giulio Tremonti - Mondadori - Marzo 2008 R. Boni Lez. 2.1 - 278 La paura e la speranza * lEuropa non ha superato la dimensione del mercato si illude che il mercato possa sostituire la politica - la politica senza la realt vuota - leconomia senza la politica cieca lEuropa non ha: una politica estera - un seggio unico allONU - una politica industriale un funzionale sistema di diritti a tutela della propriet industriale e intellettuale regole per vietare la concorrenza asimmetrica con i paesi esteri che violano le regole una politica commerciale - rappresentata nel WTO solo da un Commissario

una politica energetica - in posizione di debolezza nei confronti dei fornitori esteri una politica demografica una politica sociale che ignora gli effetti destabilizzanti prodotti dal lavoro precario una politica culturale * Giulio Tremonti - Mondadori - marzo 2008 R. Boni Lez. 2.1 - 279 la speranza * La speranza di superare questi momenti legata alla combinazione di identit e valori sintetizzati in sette parole chiave (5 blocchi concettuali) -

valori, famiglia e identit autorit ordine responsabilit federalismo al potenziamento della funzione democratica del Parlamento Europeo * Giulio Tremonti - Mondadori - marzo 2008 R. Boni Lez. 2.1 - 280 La crisi americana 29-11-2007 - Congresso USA - Parlamentari Pennsylvania richiamano spirito del 1776 per trovare soluzione a pignoramenti e crisi bancaria

marzo 2008 Banca daffari Bear Stearns assorbita dalla Jp Morgan Chase Governo americano salva Fannie Mae e Freddie Mac, colossi dei mutui 15-09-2008 Banca daffari Lheman Brothers fallisce (debiti: $ 613 miliardi) 16-09-2008 Merrill Linch acquisita da Bank of America ($ 50 miliardi) 17-09-2008 Fed assume il controllo del 79,9 % della AIG e acquisisce diritto di veto sul versamento di dividendi (con 85 miliardi di $) 25-09-2008 Washington Mutual fallisce - acquistata dalla JP Morgan - 13^ banca americana a fallire 02-10-2008 Senato e Congresso approvano piano anticrisi del Presidente George W. Bush e maxi finanziamento per le banche ($ 700 miliardi) R. Boni Lez. 2.1 - 281

Linnesco della crisi europea e mondiale Mario Draghi Governatore della Banca dItalia - la crisi richiede interventi urgenti sul fronte monetario, fiscale e regolamentare per ripristinare la stabilit dei prezzi, necessaria per sostenere la crescita 29-09-2008 Crollano le borse in tutto il mondo 2 ottobre 2008 Jean-Claude Trichet presidente della BCE annuncia che il tasso di riferimento resta invariato al 4,25 % 06-10-2008 Perdite pesanti per le Borse europee - Milano: - l8,24 % - Londra: - 7,25 % Global Financial Stability - crisi dei mutui USA coster $ 1.400 miliardi (circa 1.000 miliardi) R. Boni Lez. 2.1 - 282

Autunno 2008 La crisi, partita dagli Stati Uniti, ha investito lEuropa e tutto il mondo Si capito che necessario un coordinamento senza frontiere per contrastare il panico e riportare leconomia su un terreno pi solido 08-10-2008 a livello mondiale stato deciso il taglio di 1/2 punto del costo del denaro. La Fed ha portato i tassi all'1,5% e la Bce al 3,75%. Hanno partecipato Banca d'Inghilterra, Banca del Canada, Banche centrali di Svezia e Svizzera e Banca centrale cinese ( 0,27%) Governo inglese - piano per dare liquidit alle Banche. Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi - decreto legge che impedisce fallimento delle banche e fornisce garanzia pubblica ai depositi bancari fino a 103.000 euro in aggiunta a quella del Fondo Interbancario R. Boni

Lez. 2.1 - 283 Autunno 2008 - Primi accordi 08-10-2008 Il Presidente francese Nicolas Sarkozy, Presidente di turno della Comunit Europea, in acccordo con Jos Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, convoca i 15 capi di governo dellEurogruppo per varare un piano di ricapitalizzazione delle banche, sul modello di quello britannico 15-10-2008 Laccordo, condiviso dal Governo Americano, sottoscritto dai 27 capi di governo dellUnione Europea Il coordinamento euro americano restituisce un po di fiducia ai mercati

R. Boni Lez. 2.1 - 284 15 novembre 2008 Presidente Bush convoca una riunione dei 20 paesi pi industrializzati del mondo (G20) per - fronteggiare la crisi finanziaria - frenarne limpatto sulleconomia reale - evitare la paventata recessione mondiale I risultati dellincontro sono poco significativi Lattesa focalizzata su quel che far il nuovo Presidente USA Barak Obama che subentrer a Bush dal febbraio 2009 R. Boni Lez. 2.1 - 285

Autunno 2009 Nel 2009 il nuovo Presidente USA Barak Obama partecipa alle riunioni del G8 e del G20 Lauspicio che si avvii una nuova Bretton Woods, basata su una ampia visione del mondo, per riformare profondamente le regole e gli istituti di governo delleconomia globale e tenere conto della finanza, ma anche del lavoro, delle materie prime e dellenergia Il 25-09 si svolta a Pittsburgh lultima riunione del G20 per il 2009 Conclusione: tante raccomandazioni sottoscritte da tutti, pochi passi concreti su singoli problemi - Esempio: stato impossibile formulare tetti precisi e gabbie visibili per i bonus ai banchieri responsabili di perdite finanziarie R. Boni

Lez. 2.1 - 286 2.14. Un nuovo sistema di regole Prof. Romano Boni R. Boni Lez. 2.1 - 287 Un nuovo sistema di regole A fronte dellultima crisi mondiale iniziata nel 2007 e nonostante le deludenti risposte fornite dai vari G8 e G20, abbiamo preso coscienza che: Non esistono formule magiche per risolvere i problemi, non solo

economici Facciamo tutti parte di una comunit globale e dobbiamo darci delle regole che ci permettano di convivere e di progredire Queste regole devono: - essere, ed essere considerate, eque e giuste - tener conto dei poveri e dei potenti - essere animate dai principi fondamentali della decenza e della giustizia sociale - non devono lasciare spazio a estremismi o fondamentalismi sia economici che religiosi R. Boni Lez. 2.1 - 288 Una speranza per il futuro La soluzione non facile perch queste regole devono contemperare - democrazia, capitalismo, ridistribuzione della ricchezza,

- stato sociale e stato di diritto (complemento indispensabile) per giunto il momento di preoccuparsi che le cose funzionino e di ripensare a come vengono prese le decisioni e nellinteresse di chi Una globalizzazione gestita in modo equo e giusto permetter di creare una nuova economia mondiale la cui crescita sar pi sostenibile, pi equamente distribuita e potr contribuire al progresso di tutti R. Boni Lez. 2.1 - 289 Una prospettiva positiva 12 settembre 2003 - Evento di grande valore simbolico Dichiarazione di Interdipendenza - Filadelfia (USA) Istituzione della Giornata dInterdipendenza - promossa dal Prof. Benjamin R. Barber

- celebrata nel 2003 a Filadelfia e a Budapest 12 settembre 2004 - 2^ Giornata dInterdipendenza - celebrata a Roma - Intervenuti: Prof. Benjamin R. Barber, Sindaco di Roma (Walter Veltroni), eminenti personalit, rappresentanti del Segretario dellONU (Kofi Hannan) e del Presidente della Commissione Europea (Romano Prodi) R. Boni Lez. 2.1 - 290 La dichiarazione di Interdipendenza Filadelfia, 12 settembre 2003 Noi, il popolo del mondo, con la presente dichiariamo la nostra interdipendenza come individui e membri di comunit e nazioni distinte. Ci impegniamo ad essere cittadini di un unico CivWorld:

un mondo civico, civile e civilizzato. Senza pregiudizio per le risorse e gli interessi delle nostre identit nazionali e regionali, riconosciamo le nostre responsabilit nei confronti delle risorse comuni e delle libert dellintero genere umano. R. Boni Lez. 2.1 - 291 La dichiarazione di Interdipendenza (12 sett. 2003) Ci impegniamo altres ad operare sia direttamente sia tramite le nazioni e le comunit cui pure apparteniamo come cittadini, per: garantire giustizia ed uguaglianza per tutti forgiare un ambiente globale sicuro e sostenibile per tutti offrire ai bambini, nostro futuro comune, particolare attenzione e

protezione nella distribuzione delle risorse comuni . mettere in atto forme democratiche di governance globale, civile e legale, che consentano di garantire i nostri comuni diritti promuovere la realizzazione di politiche e istituzioni democratiche in grado di esprimere e salvaguardare la nostra appartenenza alla medesima comunit umana sostenere spazi liberi in cui le nostre particolari identit religiose, etniche e culturali possano prosperare e dove le nostre esistenze tutte di pari valore possano essere condotte con dignit, al riparo da qualsiasi forma di egemonia politica, economica e culturale R. Boni Lez. 2.1 - 292 2005 60 anniversario delle Nazioni Unite Dichiarazione del summit Un passo significativo enumera

- nuovi diritti e nuovi obblighi della comunit internazionale relativi allintervento nelle questioni interne del Darfur Il Nobel per leconomia Joseph Stiglitz ha commentato positivamente - stiamo diventando un mondo nel quale ciascuno di noi responsabile dei propri fratelli R. Boni Lez. 2.1 - 293 2008 Tribunale dellAja 2008 - il Tribunale dellAja ha dichiarato che avvier una procedura di incriminazione del Presidente del

Sudan per crimini contro lumanit in Darfur Purtroppo il problema del Darfur, ancora irrisolto cos come tante altre gravi situazioni a livello mondiale R. Boni Lez. 2.1 - 294

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